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AppleCare Protection: la difesa di Apple non convince l’Europa

In questi giorni il Commissario Europeo per la Giustizia, Viviane Reding, ha preso in mano carta e penna, scrivendo ai Ministri dei 27 Stati dell’Unione competenti in materia di tutela dei consumatori.

L’oggetto della comunicazione è ancora una volta l’AppleCare Protection ovvero il servizio di assistenza tecnica offerto a pagamento da Apple una volta scaduta la garanzia del produttore valida soltanto per il primo anno dall’acquisto.

Per il Commissario europeo Apple, nel promuovere la vendita del proprio servizio a pagamento, indurrebbe i consumatori in errore, non rappresentando in modo chiaro e trasparente che anche durante il secondo anno i consumatori hanno comunque diritto alla riparazione o alla sostituzione gratuita dei prodotti acquistati in forza della cosiddetta garanzia di conformità prevista dalla normativa europea per tutti gli Stati membri.

Prendendo spunto dall’esperienza italiana, dove Apple è stata sanzionata dall’AGCM con una multa di € 900.000,00 per pratiche commerciali scorrette, la Reding ha esortato le autorità competenti in tutti gli altri Stati membri ad attivarsi adottando i rimedi previsti dai rispettivi ordinamenti nazionali per porre fine alla condotta ingannevole di Apple.

Già nel recente passato la Commissione europea si era occupata dell’AppleCare, lasciando alla Direzione Generale per la Salute e i Consumatori il compito di spiegare al gruppo Apple con una nota del 19 aprile 2012 che “The fact that, according to art. 5.3., “[…] any lack of conformity which becomes apparent within six months of delivery of the goods shall be presumed to have existed at the time of delivery […]” does not mean that lacks of conformity appearing in the following 18 months should be excluded frome the seller’s liability”.

Ricordiamo che a giorni il Consiglio di Stato dovrà decidere sul ricorso in appello proposto da Apple contro la sentenza del Tar Lazio che aveva confermato il provvedimento sanzionatorio dell’AGCM.

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