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Collecting societies: più vicino il varo della nuova direttiva europea

Prosegue l’iter di approvazione della proposta di direttiva sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno.

Lo scorso 4 febbraio infatti, il Parlamento europeo ha adottato in prima lettura il testo della direttiva, non senza modifiche rispetto all’originaria proposta avanzata dalla Commissione. Spetterà ora al Consiglio pronunciarsi sulle disposizioni, sempre che la Commissione non ritenga necessario apportare nuove modifiche o presentare un nuovo testo.

Come si legge nei “considerando” della posizione del Parlamento europea, la direttiva “è volta a stabilite i requisiti applicabili agli organismi di gestione collettiva, al fine di garantire standard elevati in materia di governante, gestione finanziaria, trasparenza e comunicazione”, ed è applicabile agli organismi e alle entità di gestione indipendente che siano stabiliti nell’Unione, così come definiti dall’art. 3 comma 1, lettere a) e b)[1].

Ed infatti l’attuazione dei principi di trasparenza e comunicazione sembra essere stata il primo obiettivo della Commissione la quale ha dedicato un intero capo (artt. da 18 a 22) alle informazioni che ogni organismo di gestione collettiva deve mettere a disposizione di ciascun titolare di diritti o che devono essere rese pubbliche, anche sui siti internet. Prevista poi la pubblicazione, entro otto mesi dalla chiusura dell’esercizio, di una relazione di trasparenza annuale che dovrà rimanere disponibile sul sito internet dell’organismo di gestione collettiva per almeno cinque anni. Tale relazione deve contenete anche la relazione speciale, ossia la dettagliata illustrazione dell’utilizzo che è stato fatto degli importi detratti ai fini della prestazione di servizi sociali, culturali ed educativi.

Molte altre le disposizioni degne di nota.

L’articolo 5, ad esempio, stabilisce che i titolari dei diritti d’autore e dei diritti connessi dovranno essere liberi di scegliere l’organismo di gestione collettiva a cui rivolgersi e di conferire incarico per determinati territori, indipendentemente dallo Stato membro di nazionalità, di residenza o di stabilimento dell’organismo stesso. L’autorizzazione, inoltre, potrà essere ritirata in qualsiasi momento con un ragionevole preavviso che non potrà essere superiore ai sei mesi. È palese che tale disposizione sia volta a garantire una gestione dei diritti più semplice e, soprattutto, più consona agli attuali mezzi di diffusione e fruizione dei contenuti protetti.

Per lo stesso motivo, ossia “creare condizioni atte a favorire prassi più efficaci di concessione delle licenze da parte di organismi di gestione collettiva in un contesto sempre più transfrontaliero” sono state individuate una serie di norme (artt. da 23 a 32) che andranno a regolare la concessione di licenze multiterritoriali pensate per i diritti d’autore su opere musicali per l’uso online. In particolare, sono tassativamente indicate le condizioni che gli organismi di gestione collettiva dovranno avere per poter concedere questa tipologia di licenze, ossia “capacità sufficienti per trattare per via elettronica, in modo efficiente e trasparente, i dati necessari per la gestione di tali licenze, anche ai fini di identificare il repertorio e controllarne l’uso, per fatturare agli utilizzatori, per riscuotere i proventi dei diritti e per distribuire gli importi dovuti ai titolari dei diritti”.

L’art. 31, salvo non intervengano modifiche, indicherà una data entro la quale, se un organismo non sarà in grado di offrire licenze multiterritoriali, i titolari potranno ritirare i diritti su opere musicali online ai fini della concessione di licenze multiterritoriali per tutti i territori, senza per questo dover ritirare i diritti per la concessione di licenze monoterritoriali.

Da ultimo, considerate anche le recenti vicende che hanno interessato alcuni organismi di gestione collettiva dei diritti,  di grande interesse anche l’articolo 13 sulla distribuzione degli importi dovuti ai titolari dei diritti. Dopo aver posto l’accento sulla necessità di diligenza e precisione nella gestione dell’incarico, la proposta di direttiva precisa che i pagamenti dovranno avvenire “quanto prima e non oltre nove mesi a decorrere dalla fine dell’esercizio finanziario nel corso del quale sono stati riscossi i proventi dei diritti” salvo impossibilità per ragioni oggettive.

Non resta che attendere l’approvazione definitiva e il recepimento da parte degli Stati membri, che dovrà avvenire entro 24 mesi dall’entrata in vigore della direttiva.

 


[1] Articolo 3 – Definizioni

Ai fini della presente direttiva si intende per:

a) «organismo di gestione collettiva»: un organismo autorizzato , per legge o in base a una cessione dei diritti, una licenza o qualsiasi altro accordo contrattuale, a gestire i diritti d’autore o i diritti connessi ai diritti d’autore per conto di più di un titolare dei diritti, a vantaggio collettivo di tali titolari come finalità unica o principale e che soddisfa uno o entrambi i seguenti criteri :

                  i) è detenuto o controllato dai propri membri;

                  ii) è organizzato senza fini di lucro;

b) «entità di gestione indipendente»: un organismo autorizzato, per legge o in base a una cessione dei diritti, una licenza o qualsiasi altro accordo contrattuale, a gestire i diritti d’autore o i diritti connessi ai diritti d’autore per conto di più di un titolare dei diritti, a vantaggio collettivo di tali titolari, come finalità unica o principale, il quale:

                 i) non è né detenuto né controllato, direttamente o indirettamente, integralmente o in parte, dai titolari dei diritti;

                 ii) è organizzato con fini di lucro;

(omissis)

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