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Foro del consumatore applicabile anche ai contratti non conclusi a distanza

Il consumatore può agire in giudizio contro il professionista straniero dinanzi ai giudici nazionali anche quando il contratto non è stato concluso a distanza.

È quanto stabilito dalla Corte di Giustizia, con la sentenza del 6 settembre 2011 nella causa C-190/11, intervenendo sul tema del foro del consumatore stabilito dal Regolamento comunitario n. 44/2001.

All’art. 16 il Regolamento, derogando ai criteri generali sulla competenza giurisdizionale, stabilisce, tra l’altro, che il consumatore possa agire contro il professionista straniero dinanzi ai giudici dello Stato in cui è domiciliato, preferendo tale foro a quello dello Stato in cui è stabilita l’altra parte.

Questa particolare regola sulla competenza giurisdizionale, però, si applica solo a condizione che il professionista diriga la propria attività verso lo Stato in cui il consumatore ha il proprio domicilio.

Nella vicenda da cui ha tratto origine la questione pregiudiziale risolta dalla Corte di Giustizia, un cittadino austriaco, dopo alcuni contatti su internet con un venditore di auto tedesco, si era recato in Germania per l’acquisto dell’autovettura.

Tornato a casa e rilevati alcuni difetti del veicolo appena acquistato, il consumatore aveva quindi agito in giudizio dinanzi al giudice nazionale (ovvero quello del suo domicilio).

Il giudice adito, tuttavia, ha sollevato la questione pregiudiziale se l’attività del professionista straniero possa considerarsi diretta nei confronti dello Stato in cui il consumatore ha il proprio domicilio anche quando il contratto fra le parti non è concluso a distanza, come accaduto nella vicenda del cittadino austriaco che si era recato in Germania per comprare l’autovettura.

Pronunciandosi su tale questione, la Corte di Giustizia ha stabilito che per parlare di attività diretta verso lo Stato del domicilio del consumatore non è necessaria la conclusione a distanza del contratto, essendo invece sufficiente che il sito del professionista sia accessibile anche da tale Stato e che le parti stabiliscano un primo contatto a distanza, per esempio tramite telefonate o uno scambio di email.

La presenza di tali circostanze legittima quindi il consumatore a convenire in giudizio il professionista straniero dinanzi al proprio giudice nazionale.

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