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Garante privacy: linee guida sul dossier sanitario elettronico

Lavoro ospedale

Il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato, con il Provvedimento n. 331 del 4 giugno 2015, le “Linee guida in materia di dossier sanitario elettronico” . Si tratta di un documento molto importante, non solo per i cittadini ma anche per l’organizzazione dei sistemi informativi attraverso i quali è costituito e consultato il dossier.

Infatti, nel corso degli ultimi anni – come noto – il legislatore ha deciso di rendere ancor più cogente l’utilizzo delle tecnologie in ambito sanitario, al fine di consentire la gestione e la consultazione delle informazioni relative alla storia clinica di un determinato individuo (su tutte, spiccano la disciplina giuridica del Fascicolo sanitario elettronico e l’intervento normativo in materia di conservazione in forma digitale della cartella clinica).

Gli interventi normativi in materia di sanità digitale rispondono non solo alla necessità di ridurre i costi legati alla gestione della documentazione cartacea e all’assistenza, ma considerano la condivisione delle informazioni del paziente tra i diversi operatori sanitari uno strumento per rendere più efficienti i processi di diagnosi e cura. Tuttavia, fin qui, i processi di integrazione dei dati sanitari sono stati realizzati in modo difforme tra le diverse strutture, non coniugando in modo omogeneo i principi di efficacia e di efficienza con la tutela del diritto fondamentale alla riservatezza dei dati personali. È questo il motivo che ha spinto il Garante ad intervenire per dare ai differenti sistemi di dossier sanitario un approccio strutturato e omogeneo, che consenta di contemperare efficienze e risparmi con le garanzie di riservatezza ed integrità delle informazioni.

Il dossier sanitario, pur non essendo previsto da alcuna norma di rango primario, nel corso degli ultimi anni si è affermato come strumento utilizzato nella prassi. In base alla definizione contenuta nel provvedimento del Garante (Allegato C), il Dossier è definito come l’insieme dei dati personali generati da eventi clinici presenti e trascorsi riguardanti l’interessato, messi in condivisione logica dai professionisti sanitari che lo assistono, al fine di documentarne la storia clinica e di offrirgli un migliore processo di cura. Tale strumento è costituito presso un organismo sanitario in qualità di unico titolare del trattamento (es., ospedale o clinica privata) al cui interno operino più professionisti.

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