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Intervista al Prof. Avv. Giovanni Maria Riccio sui profili giuridici delle scommesse online

Nell’ambito di “Dietro le Quinte”, la rubrica di Superscommesse dedicata a chi lavora nel mondo delle scommesse, del gaming online e dell’informazione sportiva in generale, il Prof. Avv. Giovanni Maria Riccio è stato intervistato per approfondire la disciplina giuridica del gioco online.

Di seguito l’intervista.

Buongiorno Avv. Riccio, come e quando nasce l’idea di scrivere un e-book sul mondo delle scommesse?

Credo che, più che di un’idea, si sia trattato di un’esigenza. Da un lato, esistono pochissime pubblicazioni organiche nel settore e, dall’altro, le novità sono frequentissime ed è spesso difficile, per gli operatori, seguire le evoluzioni della giurisprudenza, sia a livello nazionale che comunitario. L’e-book si pone come uno strumento agile per tutti coloro che si affacciano al mondo dei problemi legali delle scommesse, nonché per gli operatori del settore, che, pur non essendo avvocati, sono interessati a conoscere le evoluzioni della giurisprudenza. Al momento, peraltro, sto lavorando ad un aggiornamento dell’e-book, con nuove sentenze, che dovrebbe essere ultimato a settembre.

Quali sono gli argomenti trattati nel suo libro?

L’e-book tratta della disciplina generale del gioco e delle scommesse in Italia, affronta le posizioni a livello comunitario (come è noto l’Unione Europea non è mai intervenuta per abolire i monopoli esistenti, ma la Corte di Giustizia è intervenuta spesso, anche con alcune decisioni, come Gambelli e Placanica, che si occupano specificatamente della situazione italiana). Nell’ultima parte sono passate in rassegna significative novità – alcune delle quali, come detto, sono in fase di aggiornamento – di alcuni Stati europei, a dimostrazione di un enorme fermento legislativo in materia.

Lei afferma che la legislazione italiana in materia di gioco si dimostra essere contraddittoria, può spiegarci meglio?

Più che di contraddittoria, io parlerei di una legislazione schizofrenica. Da un lato, si pone un blocco agli operatori stranieri che offrono servizi on-line; dall’altro, senza alcun investimento serio sul gioco responsabile, si introducono sempre nuovi giochi e concorsi, appena ci si accorge che quelli esistenti stanno perdendo di mordente per il pubblico. Bisogna liberalizzare pienamente il settore, ma effettuare controlli seri – quanti sono i minori che scommettono? Quanti punti-scommessa ricevono periodici controlli? – e battere molto sul profilo della prevenzione per le patologie legate al gioco. A mio avviso, peraltro, è necessario che si crei un netto discrimen – che in realtà esiste, ma che non è  percepito come tale da molti consumatori – tra gli operatori che rispettano le regole (il cui successo è determinato anche da quest’attenzione) e il “sottobosco”.

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