Il blog di E-Lex

La Corte di Cassazione sulle telefonate mute

Vecchio esercito telefono

La Corte di Cassazione, con sentenza depositata il 4 febbraio scorso, ha confermato l’illiceità delle cc.dd. telefonate mute.

Molti call center, infatti, per ridurre i tempi morti tra una telefonata e l’altra, generano chiamate per mezzo di sistemi automatizzati, senza che vi sia un operatore disponibile a rispondere. Ciò determina lunghi silenzi e, in taluni casi, imbarazzo o preoccupazione nel destinatario della chiamata (alle volte contattato anche 10 o 15 volte nello spazio di poche ore).

A ottobre scorso è entrato in vigore il Provvedimento del Garante; la sentenza della settimana scorsa conferma che non sia possibile che un’utenza riceva più di una telefonata muta al mese. Nella medesima pronuncia, la Suprema Corte ha confermato che la possibilità di utilizzare numerazioni contenute in elenchi pubblichi e non iscritte al Registro delle opposizioni della Fondazione Bordoni è ipotesi valida esclusivamente per le numerazioni di telefonia fissa e non anche per quelle di telefonia mobile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Novità normative e giurisprudenziali dal mondo del diritto delle tecnologie e dal nostro Studio