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Le vendite su eBay a rischio negli Stati Uniti

La Corte Suprema americana sarà chiamata a breve a decidere sull’interpretazione della legge della first-sale doctrine.

Ciò a seguito della condanna, emessa dalla Corte Federale di New York, di un ragazzo al pagamento della somma di 600.000 dollari per aver venduto sul suolo americano, tramite eBay, dei libri acquistati all’estero per beneficiare di un prezzo inferiore. È quanto successo a Supap Kirtsaeng, studente universitario, il quale aveva deciso di vendere quei testi per pagarsi gli studi.

La first-sale doctrine è una legge che risale al 1908 secondo la quale il soggetto che detiene il copyright di un determinato prodotto, conserva tale diritto soltanto fino al primo acquisto dello stesso, trasferendo all’acquirente la piena titolarità del bene e, pertanto, la possibilità di rivenderlo senza essere tenuto a richiedere l’autorizzazione del produttore.

Nella sentenza in esame la Corte Federale di New York si è pronunciata a favore della casa editrice John Wiley & Sons, interpretando la firs-sale doctrine come non applicabile ai beni prodotti e acquistati all’estero. Secondo l’organo giudicante, la rivendita effettuata da Supap Kirtsaeg sarebbe stata lecita solo se lo stesso avesse richiesto ed ottenuto formale permesso dalla casa editrice.

Questa interpretazione eccessivamente restrittiva della norma potrebbe avere come conseguenza l’esclusione del passaggio della proprietà di un bene dal produttore all’acquirente a seguito del lecito acquisto di un prodotto all’estero. Le ripercussioni, per assurdo, potrebbero riguardare moltissimi beni di uso comune (dai libri agli smartphone) i quali non potrebbero nemmeno più essere regalati.

Se l’orientamento dovesse essere confermato dalla Corte Suprema, anche eBay potrebbe subire forti ripercussioni dal precedente che si andrebbe a creare in quanto il business del colosso delle vendite online si basa prevalentemente sulla logica della rivendita di beni, anche usati.

Per questo eBay si è schierata al fianco del proprio utente, interpellando a tal fine la Citizens for Ownership Rights (CFOR), un gruppo di associazioni in difesa dei consumatori che sta raccogliendo firme per una petizione da indirizzare al Presidente e al Procuratore Generale, affinché rivedano l’interpretazione della first sale doctrine.

Nel frattempo, si aspetta a breve e con molto interesse la pronuncia definitiva rimessa al giudizio della Corte Suprema degli Stati Uniti.

 

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