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L’Unione Europea pubblica le nuove regole in tema di repressione penale degli abusi di mercato

La UE cambia rotta in tema di reati finanziari ed abusi di mercato. Il 16 aprile 2014 è stata infatti approvata la direttiva 2014/57/UE, che ha stabilito i principi generali della materia,  che dovranno poi essere tradotti in provvedimenti normativi dagli Stati membri.

Il tema affrontato è relativo alla repressione penale delle condotte che possono determinare abusi di mercato, quali lo sfruttamento di informazioni privilegiate per guadagnare in Borsa (il cd. Insider trading), nonché la manipolazione di indici, ad esempio relativamente ai tassi Euribor e Libor.

La direttiva comunitaria costituisce quindi una novità molto rilevante, in quanto vengono innanzitutto fornite definizioni comuni in tema di condotte abusive operate sul mercato, nonché stabiliti minimi edittali vincolanti: infatti, per abuso di informazioni privilegiate, raccomandazione o induzione di altri alla commissione di abuso di informazioni privilegiate, comunicazione illecita di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato, la direttiva in esame stabilisce una durata massima della pena non inferiore a quattro anni. Tra le altre sanzioni, gli Stati potranno prevedere l’esclusione dal godimento di contributi e sovvenzioni pubblici, ed anche l’interdizione temporanea o permanente all’esercizio dell’attività di impresa.

La disciplina prevede tra l’altro che siano compresi nella normativa gli abusi realizzati sulle piattaforme elettroniche di negoziazione, e proibisce di attuare strategie scorrette attraverso le negoziazioni ad alta frequenza.

Finalità delle norme è quindi quella di uniformare le leggi europee, eliminando di conseguenza differenze di trattamento, ancora oggi molto nette. Secondo Viviane Reading, commissario UE alla giustizia, e Michel Barnier, responsabile del mercato interno, “è un messaggio forte di tolleranza zero verso chi abusa delle informazioni privilegiate in suo possesso, cercando di manipolare il mercato”.

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