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L’Unione Europea sull’aumento dei crimini informatici

Dopo il primo anno di attività, il 10 febbraio 2014 il Centro Europeo contro il cyber crimine ha fatto il punto sui risultati ottenuti. Si è infatti tenuta a Bruxelles una conferenza stampa congiunta del direttore del Centro, Troels Orting, ed il Commissario UE agli affari interni Cecilia Malmstrom, che hanno presentato un interessante report sull’attività realizzata dal polo specializzato in criminalità informatica sorto all’interno di Europol.

Il quadro che emerge è quello di una sempre maggiore attività illecita realizzata on-line, che spazia dallo spaccio di droga, alla diffusione di materiale pedopornografico, fino a veri e propri network dediti alla diffusione di virus finalizzati alla realizzazione di frodi informatiche.

E’ emerso inoltre un cambiamento del comportamento criminale sulla rete, soprattutto con riferimento all’abilità di sfruttare gli ultimi sviluppi tecnologici ed i vuoti normativi.

Nonostante la varietà di condotte illecite che si sono configurate (solo quest’anno il Centro Europeo ha coordinato ben 57 operazioni congiunte fra gli stati membri), il maggiore allarme sociale è sicuramente rivolto nei confronti delle estorsioni sessuali a danno dei minori e della cd. “rete oscura”, dove i pedofili si scambiano materiali fotografici e video in forum nascosti.

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