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Novità sui marchi comunitari

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La Direttiva (UE) 2015/2436 del 16 dicembre 2015 sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa, e il Regolamento (UE) 2015/2424 del 16 dicembre 2015 recante modifica del regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio sul marchio comunitario, che modifica il regolamento (CE) n. 2868/95 della Commissione, recante modalità di esecuzione del regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio sul marchio comunitario, e che abroga il regolamento (CE) n. 2869/95 della Commissione relativo alle tasse da pagare all’Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno (marchi, disegni e modelli), sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea rispettivamente il 23 e il 24 dicembre.
Innanzi tutto, due modifiche terminologiche, che sostituiscono quelle di cui al Regolamento (CE) n. 207/2009: l’UAMI prenderà il nome di Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) e il marchio comunitario, invece, sarà denominato marchio dell’Unione europea.
La nuova direttiva trova applicazione a tutti i marchi d’impresa relativi a prodotti o servizi che formano oggetto di una registrazione o di una domanda di registrazione come marchi d’impresa individuali, marchi di garanzia o di certifi¬cazione, ovvero marchi collettivi in uno Stato membro o presso l’ufficio Benelux per la proprietà intellettuale o che sono oggetto di una registrazione internazionale che produce effetti in uno Stato membro.
Le tasse da pagare all’EUIPO al momento di deposito saranno ridotte, dal momento che si pagherà una fee per singola classe merceologica, anziché una tassa che copra sino a tre distinte classi. Le tasse dovute in caso di rinnovazione del marchio, invece, saranno aggiornate automaticamente a far data dal 23 marzo 2016.
Il termine del recepimento è fissato al 14 gennaio 2019, anche se alcune disposizioni dovranno essere recepite solo entro il 14 gennaio 2023 (in particolare, l’art. 45, relativo alla procedura per la decadenza o la dichiarazione di nullità).
Fumata grigia, invece, per i segreti commerciali. Il 15 dicembre scorso, la presidenza lussemburghese ha siglato un accordo provvisorio con i rappresentanti del Parlamento europeo su norme comuni in materia di protezione dei segreti commerciali e delle informazioni riservate delle imprese dell’UE. Le diverse regole nazionali, infatti, si frappongono alla realizzazione degli obiettivi del mercato interno, come ha affermato Etienne Schneider, vice primo ministro e ministro dell’economia del Lussemburgo: “Al giorno d’oggi esiste una grande varietà di sistemi e di definizioni negli Stati membri per quanto riguarda il trattamento e la protezione dei segreti commerciali. Questo nuovo strumento apporterà chiarezza giuridica e garantirà condizioni di parità a tutte le imprese europee. Contribuirà inoltre ad accrescere il loro interesse nei confronti dello sviluppo di attività di ricerca e d’innovazione”.

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