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Pronuncia della Corte di Giustizia sui requisiti della domanda di ingiunzione di pagamento europea

Una recente sentenza della Corte di Giustizia (causa C-215/11) ha chiarito due importanti aspetti del procedimento europeo di ingiunzione di pagamento disciplinato dal Regolamento n. 1896/2006.

Un primo chiarimento riguarda la possibilità per il giudice nazionale di chiedere al ricorrente di specificare il valore della domanda, nonostante tale informazione non figuri tra gli elementi obbligatori del ricorso disciplinati dal Regolamento. Per la Corte il Giudice può sempre chiedere di specificare il valore della domanda ai fini della determinazione delle spese del giudizio nella misura in cui tale aspetto non rientra tra quelli armonizzati dal Regolamento.

Sotto diverso profilo, la Corte ha avuto modo di chiarire che attraverso la domanda di ingiunzione di pagamento europea il ricorrente ha la facoltà di chiedere gli interessi sino alla data dell’effettivo pagamento, anche se a ben vedere il Regolamento non dice nulla sul punto. Per la Corte tale interpretazione è funzionale al raggiungimento degli obiettivi del Regolamento nella misura in cui, diversamente, la procedura d’ingiunzione europea sarebbe penalizzata rispetto ai procedimenti nazionali per il recupero dei crediti, dove normalmente è sempre possibile chiedere insieme alla sorte capitale anche il pagamento degli interessi.

L’unica condizione posta dalla Corte è che il giudice nazionale, pronunciansi sugli interessi, ne specifichi anche il tasso e la data di decorrenza.

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