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Regolamento AGCOM sul copyright: cosa c’è da sapere

Tra meno di tre mesi, e precisamente il 31 marzo del 2014, entrerà in vigore il Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, approvato il 13 dicembre scorso.

Nonostante le numerose critiche sollevate dai più nel corso della consultazione pubblica, prima fra tutte la legittimazione in capo ad AGCOM ad emettere un siffatto regolamento, il testo non è stato di molto modificato rispetto alla prima stesura, lasciando aperte diverse questioni problematiche.

Rinviando alla rassegna stampa curata da E-Lex per una visione di insieme sulle opinioni in merito, mettiamo in evidenza alcune delle maggiori criticità del provvedimento.

Diritto di difesa, giusto processo e principio del contraddittorio

In primo luogo, ciò che da più parti è stato sottolineato è che il nobile obiettivo di tutelare i diritti degli autori si voglia raggiungere attraverso un procedimento sommario che non rispetterebbe i diritti di difesa e ad un giusto processo.

Eppure l’Autorità, con il comunicato stampa con cui ha annunciato di aver approvato il Regolamento, ha difeso il proprio operato affermando che “il procedimento è caratterizzato dal pieno rispetto del principio del contraddittorio”.

È però evidente che la regolarità del contraddittorio rischia di rivelarsi inutile se l’interessato, seppur regolarmente reso edotto del procedimento a suo carico, non viene messo nella reale condizione di difendere i propri diritti ed è posto di fatto in una ingiustificata posizione impari rispetto a chiunque decida di proporre un’istanza all’AGCOM, piuttosto che rivolgersi al preposto giudice togato.

Gli obiettivi del regolamento

Analizzando poi  i 19 articoli del Regolamento, si nota subito una forte discordanza tra le intenzioni dichiarate dall’AGCOM e lo strumento approvato per il loro perseguimento: con la Delibera 630/13/CONS infatti, l’Autorità dichiara di voler predisporre misure dirette, da un lato, “ad incentivare lo sviluppo dell’offerta legale di opere digitali e l’educazione del pubblico alla corretta fruizione delle stesse” e dall’altro, a vigilare, accertare e far cessare le violazioni.

Se risulta evidente la messa in atto di quest’ultimo scopo, al primo è riservato solo qualche sintetico accenno che rimanda alla futura attività del neo istituito Comitato per lo sviluppo e la tutela dell’offerta legale di opere digitali (si veda l’art. 4 del Regolamento).

Di questo Comitato inoltre, si indica esclusivamente la composizione, anch’essa non proprio precisa: se è infatti indicato da chi sarà presieduto e quali associazioni ed organismi avranno diritto a delegare un proprio incaricato, è indeterminato il numero dei rappresentanti designati dall’Autorità stessa.

La tutela del diritto d’autore: ambito di applicazione

Due aspetti sono sicuramente degni di nota. Con la formulazione definitiva dell’art. 2 infatti, sono stati espressamente esclusi dall’ambito di applicazione del regolamento “gli utenti finali che fruiscono di opere digitali in modalità downloading o streaming, nonché alle applicazioni e ai programmi per elaboratore attraverso i quali si realizza la condivisione diretta tra utenti finali di opere digitali attraverso reti di comunicazione elettronica”. La decisione è stata accolta positivamente anche in sede di consultazione pubblica e l’AGCOM ha tenuto a precisare che ciò non impatta sulla illiceità di questi comportamenti che sono e rimangono sanzionati per legge.

Non altrettanto condivisibile è la scelta di coniare appositamente una nuova categoria di opere tutelate, ossia le “opere digitali”, sulla cui ratio si nutrono non pochi dubbi. Sul punto  rimandiamo a quanto ampliamente argomentato dal Prof. Avv. Giovanni Maria Riccio in questo articolo per Il Sole 24 Ore.

I termini e le comunicazioni

Uno degli aspetti che ha sollevato maggiori perplessità riguarda i termini estremamente brevi del procedimento e la presunta incompatibilità degli stessi con il principio del giusto processo. L’intera procedura, infatti, si conclude in un massimo di 35 giorni lavorativi (12 nel caso di procedimento abbreviato) termine entro quale l’organo collegiale è tenuto ad adottare le sanzioni previste. In questo contesto, il destinatario di una comunicazione di avvio del procedimento ha solo 5 giorni (3 per i termini abbreviati) per poter presentare controdeduzioni.

Qualora la difesa non sia sufficiente a contrastare le ragioni dell’istante, il provvedimento a tutela del diritto d’autore può consistere anche nella disabilitazione dell’accesso degli utenti ad un sito internet e il reindirizzamento ad una pagine “redatta secondo modalità indicate dall’Autorità” dove, si presume, sarà data notizia agli utenti della violazione e della sanzione.

I termini appaiono ancor più stringenti se si pensa che l’Autorità ha espressamente previsto all’art. 15, che le comunicazioni siano effettuate esclusivamente mediante posta elettronica, non necessariamente certificata, affidando quindi la realizzazione del principio del contraddittorio e del diritto di difesa ad un mezzo che non restituisce prova del corretto invio delle comunicazioni.

Al destinatario di un provvedimento sanzionatorio che riterrà di aver subito una ingiusta restrizione dei propri diritti, resterà solo la possibilità di rivolgersi al giudice amministrativo chiedendo una piena cognizione.

Il futuro

È ancora presto per poter prevedere quali saranno gli effetti dell’entrata in vigore del regolamento. La stessa Autorità ha voluto inserire nel testo definitivo una clausola di rivedibilità con la quale si riserva di modificare liberamente le disposizioni sulla base dell’esperienza di attuazione.

Certamente, alla luce dei numerosi dubbi di legittimità sollevati nel corso degli ultimi mesi, sarà necessario – come fortemente affermato dal Prof. Avv. Guido Scorza in questo video – quanto meno delegare alle aule di giustizia una valutazione sull’operato dell’AGCOM prima, e sulle modalità con le quali si vorrebbe perseguire la tutela del diritto d’autore online.

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