Il blog di E-Lex

Ricorre colpa parziale del correntista laddove non si accorga di eventuali sottrazioni di denaro causate dall’attività di un hacker.

correntista, banca, hacker

Il correntista, titolare di un conto corrente con servizio di home banking, risponde di concorso di colpa se dopo ripetuti accessi non si avvede della sottrazione di ingenti somme. È quanto emerge da una sentenza del 3 novembre del Tribunale di Caltanissetta.

Il correntista aveva infatti richiesto la restituzione di diverse somme di denaro, rappresentando che, con un abusivo accesso telematico, un hacker avrebbe effettuato ordini di bonifico a favore di uno sconosciuto.
Da ciò sarebbe conseguita una responsabilità della banca, non avendo la stessa adeguatamente predisposto un adeguato sistema di protezione dalle frodi informatiche.
Il Tribunale ha accolto la domanda in modo parziale. Innanzitutto, il Giudice ha precisato che, con la convenzione di home banking stipulata dalle parti, la banca si era impegnata ad assicurare l’efficienza del sistema nonché la riservatezza e l’integrità delle informazioni con adeguata protezione da accessi non autorizzati. L’istituto era dunque tenuto alla diligenza del buon banchiere e al «maggior grado di prudenza e attenzione che la connotazione professionale dell’agente richiede», e quindi ad adottare «misure idonee a garantire la sicurezza del servizio».
Nel caso esaminato, il Tribunale afferma quindi che la banca non ha dimostrato di aver adempiuto esattamente a tali obblighi. Secondo il giudicante, infatti, il codice-utente e la password di accesso «non possono ritenersi sufficienti ad assicurare un livello sufficiente di sicurezza» né la banca aveva dimostrato che il cliente non aveva custodito con diligenza le credenziali d’accesso.
Inoltre, viene evidenziato che non ci sono norme o precetti che impongono al correntista di effettuare ad ogni accesso un controllo puntuale della lista dei movimenti. Ma, esaminando il saldo, il cliente avrebbe potuto accorgersi dell’ammanco (quando i bonifici non autorizzati avevano superato i 70mila euro) e richiedere di conseguenza il blocco del servizio di homebanking.
Per tali motivi il Tribunale non ha ritenuto risarcibili ex art. 1227 c.c. le sottrazioni successive alla data in cui il cliente aveva effettuato accessi che gli avrebbero consentito di rilevare le ingenti sottrazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Novità normative e giurisprudenziali dal mondo del diritto delle tecnologie e dal nostro Studio