AGCOM: sul Regolamento deciderà la Corte Costituzionale

Con Ordinanza n. 10016/2014, depositata in Cancelleria poche ore fa, la Prima Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, ha disposto la sospensione, con immediato rinvio alla Corte Costituzionale, del giudizio promosso da ANSO, FEMI e Open Media Coalition contro l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ed avente ad oggetto la legittimità del “Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”.

Gli avvocati Guido Scorza, Ernesto Belisario e Maria Laura Salvati, firmatari del ricorso, avevano infatti sollevato la questione di legittimità costituzionale, evidentemente condivisa dai giudici del Tar Lazio.

A termine di una lunga ed articolata motivazione, il Tribunale ha dichiarato “rilevante e non manifestamente infondata la questone di legittimità costituzionale dell’art. 5 comma1, e degli artt. 14, comma 3, 15, comma 2, e 16, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, nonché del comma 3 dell’art. 32 bis del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come introdotto dall’art. 6 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44, in relazione agli articoli 2, 21, I e IV comma, 24 e 41 della Costituzione”. Ha dichiarato “altresì rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale delle medesime disposizioni in relazione agli articoli 21, II, III e IV comma, 24 e 25, I comma, della Costituzione”.

La parola, pertanto, passa alla Suprema Corte, chiamata a pronunciarsi sul contrasto tra la normativa che avrebbe legittimato AGCOM ad emanare il Regolamento impugnato e le disposizioni della nostra Costituzione.

SAVE THE DATE: Venezia, 9 luglio, E-Lex a Digital Venice

Digital Venice

Nell’Ambito di Digital Venice, E-Lex e l’Istituto per le politiche dell’innovazione organizzano  – in collaborazione con TechEconomy.it – l’incontro dibattito “Innovation vs. regulation. Clash or opportunity?”, che si terrà il 9 luglio a Venezia presso il Telecom Italia Future Centre.

Che si tratti di ormai maturi giganti del web come Google o delle Telecomunicazioni come Telecom o Vodafone, di ex startup cresciute in fretta come Uber e Soundreef o di nuove start up emergenti come Travel appeal, le regole – dappertutto e nel nostro Paese in modo particolare – sembrano inesorabilmente destinate a rappresentare, determinati e coriacei antagonisti di innovatori e rivoluzionari.

Eppure la storia moderna insegna che questi innovatori, crescono in fretta e producono, altrettanto in fretta, ricchezza e nuove opportunità di mercato e democrazia anche se, naturalmente, non sempre, non per tutti e non ovunque.

Possibile che il rapporto tra l’innovazione e la regolamentazione debba necessariamente essere tanto difficile e conflittuale.

Possibile che sia così complicato scrivere regole capaci di instradare l’innovazione nella direzione giusta limitando danni ed effetti collaterali – talvolta ineliminabili – e moltiplicando opportunità e benefici?

La recente decisione della Corte di Giustizia UE in materia di motori di ricerca e diritto all’oblio, il caso Tripadvisor del quale l’Autorità Antitrust italiana ha appena deciso di occuparsi, il confronto-scontro tra Uber ed i tassisti milanesi che fa parlare di sé da oltre un anno o quello, ormai atavico tra Soundreef e SIAE ed i dubbi e le perplessità con le quali deve confrontarsi chi voglia lanciare, in Italia, una startup innovativa sono li a testimoniare quanto complicato sia il rapporto tra innovazione e regolamentazione.

Forse aveva davvero ragione Macchiavelli quando nel suo Il Principe scriveva: “non è cosa più difficile a trattare né più dubbia a riuscire, né più pericolosa a maneggiare, che farsi capo a introdurre nuovi ordini; perché lo introduttore ha per nimici tutti quelli che delli ordini vecchi fanno bene ed ha tepidi difensori tutti quelli che delli ordini nuovi farebbero bene. La quale tepidezza nasce parte per paura degli avversari, che hanno le leggi dal canto loro, parte dalla incredulità degli uomini; e quali non credano in verità le cose nuove se non ne veggano nata una ferma esperienza.”. (Il Principe, N. Macchiavelli, Capitolo VI).

Ma poi la resistenza che la regolamentazione, talvolta, oppone all’innovazione ha davvero senso? Accade davvero che le regole possano frenare o anche solo arginare certe rivoluzioni innovative. Che ruolo hanno avuto le regole nella storia di giganti come Google, Facebook, Tripadvisor o Booking.com? Che ruolo avranno nel futuro di Uber? Non è che le regole riescono solo ad influenzare le startup in erba, inducendole a desistere e gettare la spugna?

Se fosse così ci sarebbe davvero di che preoccuparsi perché I più grandi continuerebbero a crescere ed I più giovani, sarebbero costretti a rinunciare.

Ne discutono giganti del web, giovani promesse ed emergenti con I regolatori. Noi come Istitituto per le politiche dell’Innovazione proviamo a fare da mediatori culturali e come E-Lex, Studio Legale a suggerire strade, strategie e soluzioni di compromesso.

Clicca qui per iscriverti!

PROGRAMMA

Ore 15:30 – 16,00 – Welcome coffee e Registrazione

Ore 16,15 – Talk Show

Modera: Guido Scorza (Istituto politiche innovazione – E-lex)

Giorgia Abeltino – Google
Benedetta Arese Lucini – Uber
Stefano Quintarelli – intergruppo Parlamentare Agenda digitale
Davide D’Atri – Soundreef
Lucio Gamba – CloudItalia
Laura Bononcini – Facebook

Ore 17,30 – In the meantime outside Italy

Giovanni Maria Riccio (E-lex)

Modera: Ernesto Belisario (E-lex)

Mirko Lalli – Travel Appeal
Franco Brescia – Telecom Italia
Maria Luisa Cesaro – Vodafone
Antonio Nicita – AGCOM
Luigi Montuori – Garante Privacy (in attesa di conferma)
Stefano Epifani – Università La Sapienza, Chief Editor TechEconomy.it

18.30 – Fine dei lavori

C’è bisogno di una costituzione del web? Oggi a Roma ne parleranno Rodotà e Nicita, moderati da Guido Scorza

Oggi pomeriggio a Roma, presso la Sala Convegni Monte dei Paschi di Siena, Guido Scorza sarà moderatore di un interessantissimo dibattito tra il Prof. Stefano Rodotà e il Commissario AGCOM Antonio Nicita promosso e organizzato dall’ISIMM, Istituto per lo Studio dell’Innovazione.

Dopo l’introduzione del Prof. Vincenzo Zeno-Zencovich, i partecipanti si confronteranno sul mondo della Rete, tra opportunità e rischi, necessità di predisporre nuove tutele e ipotesi di regolamentazione.

Il dibattito sarà arricchito dagli interventi degli onorevoli Paolo Gentiloni, Antonio Palmieri e Stefano Quintarelli. Al Sottosegretario dello Sviluppo Economico Antonello Giacomelli, il compito di concludere i lavori.

A questo link il programma e le modalità di registrazione al seminario.

This Week in Italy No. 9 – E-Lex assists ANSO, FEMI and Open Media Coalition against the AGCom’s regulation on on-line copyright enforcement

Several Italian associations (including the Association of Online Press (Anso), the Federation of Independent Digital Media (Femi) and Open Media Coalition), assisted by e-Lex law firm, have taken legal action, before the Administrative Court of Lazio, against the new Communications Authority AGCom regulation on copyright on copyright enforcement.

According to these associations, Agcom would have not been empowered to adopt this regulation as its power should be limited to certain copyright works (audiovisual works) and to certain operators (providers of audiovisual media services). On the contrary, the Regulation approved is applicable to almost all the copyright infringements committed via internet and therefore should fall beyond the boundaries set by the Legislative decree No. 177 of 2005.

Furthermore it is complained the violation of the right to defense: the Regulation grant a too short period between the notification to ISPs and their reply, which jeopardizes constitutional rights and does not provide a balance between the opposite interests of intermediary operators and IPRs holders.

The new copyright enforcement regulation also holds an obligation on ISPs to disable access to contested websites, even if the application of this measure could inhibit the access to contents other than those reported by the copyright holder.

This provision seems to conflict with the views expressed in the opinion of the Advocate General of the Court of Justice in Case C-314/12, Deutsche Wikom Telekabel, according to which it is incompatible with the weighing of the fundamental rights of the parties to prohibit an internet service provider generally and without ordering specific measures from allowing its customers to access a particular website that infringes copyright.

The above mentioned associations also stated that they are willing to take a legal action also before the European Court of Justice as well as before the European Court of Human Rights.

Impugnato il nuovo regolamento AGCOM dinanzi al TAR Lazio

Di seguito si riporta il testo del comunicato stampa di ANSO:

ANSO (Associazione Nazionale Stampa Online), FEMI, (Federazione Media digitali indipendenti) e Open Media Coalition hanno impugnato dinanzi al TAR del Lazio il Regolamento relativo alla tutela e promozione del diritto d’autore online, varato nelle scorse settimane dall’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni.

Nessuno intende mettere in dubbio l’importanza della tutela del diritto d’autore né vuole garantire l’impunità ai ladri di proprietà intellettuale ma il rispetto della legalità, della costituzione e delle libertà fondamentali viene prima di tutto.
E’ questa la posizione delle tre associazioni.

Non spettava ad AGCOM scrivere nuove regole per il diritto d’autore online, sostituendosi al Parlamento ed ai Giudici Ordinari ai quali la legge sul Diritto d’autore attribuisce la giurisdizione esclusiva in materia di proprietà intellettuale, prevedendo, peraltro, anche la possibilità per i titolari dei diritti di chiedere ed ottenere provvedimenti d’urgenza assolutamente analoghi a quelli che l’Authority si è ora attribuita il potere di emanare al posto dei giudici.

“Qualcuno scriverà certamente che siamo dalla parte dei pirati” – dicono i rappresentanti delle tre associazioni – “ma non è vero. Siamo semplicemente convinti che non si possa tutelare una categoria di diritti, calpestandone altri. La libertà di informazione, il diritto al giudice naturale, il diritto ad un giusto processo ed ad un giusto procedimento sono, tutti principi che, sfortunatamente, AGCOM ha scelto di ignorare. Che lo abbia fatto per una buona causa non vale a rendere meno grave quanto accaduto e, soprattutto, a rendere legittimo il Regolamento”.

L’applicazione delle disposizioni contenute nel provvedimento varato dall’Authority, peraltro, pone sulle spalle di tutti gli imprenditori che maneggiano contenuti digitali online macroscopici oneri e responsabilità attraverso i quali, di fatto, si trasferisce integralmente in capo a questi ultimi – che non sono né ladri né pirati – il costo dell’antipirateria.
La parola passa ora ai Giudici amministrativi e potrebbe, poi, passare ai Giudici dellaCorte di Giustizia dell’Unione Europea e, forse, anche a quelli della Corte Europea dei diritti dell’uomo.

“Credo sia solo un fatto di democrazia – dice l’Avv. Scorza che con i colleghi Belisario e Salvati assiste le tre associazioni – In un Paese normale se non si condivide la decisione di un’Autorità, prima si cerca il confronto ed il dialogo e, poi ci si rivolge ad un Giudice perché stabilisca chi ha ragione e chi ha torto e, eventualmente, ristabilisca la legalità”.

L’auspicio è che i Giudici amministrativi siano celeri nella definizione del giudizio perché l’ormai imminente entrata in vigore del provvedimento espone decine di milioni di cittadini italiani a possibili violazioni della propria libertà di manifestazione del pensiero e centinaia di imprenditori ad insostenibili oneri e responsabilità a fronte di colpe che non sono loro.

Fonte | Associazione Nazionale della Stampa Online

Regolamento AGCOM sul copyright: cosa c’è da sapere

Tra meno di tre mesi, e precisamente il 31 marzo del 2014, entrerà in vigore il Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, approvato il 13 dicembre scorso.

Nonostante le numerose critiche sollevate dai più nel corso della consultazione pubblica, prima fra tutte la legittimazione in capo ad AGCOM ad emettere un siffatto regolamento, il testo non è stato di molto modificato rispetto alla prima stesura, lasciando aperte diverse questioni problematiche.

Rinviando alla rassegna stampa curata da E-Lex per una visione di insieme sulle opinioni in merito, mettiamo in evidenza alcune delle maggiori criticità del provvedimento.

Diritto di difesa, giusto processo e principio del contraddittorio

In primo luogo, ciò che da più parti è stato sottolineato è che il nobile obiettivo di tutelare i diritti degli autori si voglia raggiungere attraverso un procedimento sommario che non rispetterebbe i diritti di difesa e ad un giusto processo.

Eppure l’Autorità, con il comunicato stampa con cui ha annunciato di aver approvato il Regolamento, ha difeso il proprio operato affermando che “il procedimento è caratterizzato dal pieno rispetto del principio del contraddittorio”.

È però evidente che la regolarità del contraddittorio rischia di rivelarsi inutile se l’interessato, seppur regolarmente reso edotto del procedimento a suo carico, non viene messo nella reale condizione di difendere i propri diritti ed è posto di fatto in una ingiustificata posizione impari rispetto a chiunque decida di proporre un’istanza all’AGCOM, piuttosto che rivolgersi al preposto giudice togato. (altro…)

AGCOM: pubblicati i risultati dell’indagine conoscitiva sul mercato della raccolta pubblicitaria

Il 30 novembre 2012 l’AGCOM ha reso noti i risultati dell’indagine conoscitiva sul mercato della raccolta pubblicitaria.

L’indagine ha riguardato sia il mercato della raccolta e dell’intermediazione pubblicitaria attraverso i mezzi di comunicazione (televisione, internet, radio, periodici, etc…) sia il cosiddetto settore “below the line”, che ricomprende al suo interno tutte quelle attività, come il marketing di relazione, che non passano attraverso i mezzi di comunicazione.

In base alle informazioni raccolte per mezzo dei contributi forniti da soggetti attivi nel campo della comunicazione e della raccolta pubblicitaria, a livello sia nazionale che internazione, è emerso come ancora una volta a fare la parte del leone è la pubblicità televisiva, i cui dati di fatturato superano di gran lunga quelli di tutti gli altri comparti.

L’AGCOM non manca però di rilevare la rapida crescita della raccolta pubblicitaria online, evidenziando gli effetti benefici che la sempre maggiore importanza di tale mercato spiega sulla concorrenza e sul pluralismo nell’informazione.

Intesa tra AGCOM e Unioncamere: semplificata l’iscrizione al ROC

L’Autorità Garante per le comunicazioni e Unioncamere hanno sottoscritto una Convenzione volta ad integrare il Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) all’interno del portale impresainungiorno.gov.it.

Come noto, il ROC ha lo scopo di raccogliere le informazioni relative alle imprese che, operando nel campo delle comunicazioni elettroniche, per legge sono tenute ad iscriversi al Registro.

Con la nuova Convenzione a partire dal 16 ottobre 2012 le imprese interessate saranno agevolate nell’espletamento degli adempimenti connessi con l’iscrizione al ROC.

Il portale ha lo scopo di favorire lo scambio di informazioni tra le pubbliche amministrazioni ed il Registro delle imprese (REA); per quanto riguarda più da vicino il ROC, il portale consentirà di realizzare una vera e propria circolarità informativa tra quest’ultimo e il Registro delle imprese.

Uno dei maggiori oneri connessi con l’iscrizione al ROC consiste infatti nella corretta indicazione di tutti i dati societari dell’operatore interessato, avuto particolare riguardo alle catene di partecipazione.

Con l’integrazione del ROC all’interno del portale, il sistema sarà in grado di compilare in automatico i dati societari richiesti nei limiti delle informazioni detenute dal Registro delle imprese.

In futuro, poi, il sistema garantirà anche la generazione in automatico delle comunicazioni di variazione degli assetti proprietari ogniqualvolta intervenga una modifica nelle informazioni presenti presso il REA.

Per poter usufruire del nuovo servizio, gli operatori interessati dovranno dotarsi della Carta Nazionale dei Servizi (CNS) così da garantire l’autenticazione del soggetto che effettua le comunicazioni mediante il portale.

Nuovi limiti di durata per la trasmissione di brevi estratti di cronaca in TV

Con Delibera n. 392/12/Cons del 4 settembre 2012 l’AGCOM ha stabilito i nuovi limiti di durata che le emittenti televisive dovranno rispettare per realizzare brevi estratti di cronaca di eventi di interesse pubblico trasmessi da un’emittente concorrente.

I brevi estratti di cronaca non potranno superare i 90 secondi, mentre per gli eventi di durata particolarmente ridotta il limite massimo è fissato nel 3% della durata complessiva dell’evento, salvo in ogni caso il limite dei 90 secondi.

La Delibera in questione dà attuazione alla recente sentenza con cui il Consiglio di Stato, in parziale accoglimento del ricorso proposto da Sky Italia, ha annullato l’art. 3, comma 4 del Regolamento allegato alla Delibera AGCOM n. 667/10/Cons nella parte in cui fissava la durata massima degli estratti in complessivi 3 minuti.

Per il Giudice amministrativo, la precedente previsione si poneva in contrasto con il considerando n. 55 della Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, che invece indicava come limite massimo quello dei 90 secondi.

L’AGCOM, quindi, recependo la decisione del Consiglio di Stato, ha riallineato la normativa italiana a quanto stabilito a livello comunitario.

L’AGCOM proroga l’attuale piano di numerazione automatica dei canali

Il 4 settembre 2012 l’AGCOM ha prorogato in via d’urgenza il piano automatico di numerazione dei canali (LCN) che è stato di recente annullato dal Consiglio di Stato con le due sentenze pubblicate il 31 agosto scorso.

La proroga temporanea, peraltro già indicata nelle stesse sentenze del Consiglio di Stato come possibile strumento per colmare il vuoto normativo venutosi a creare con l’annullamento della precedente delibera AGCOM n. 366/2010, mira ad evitare che sino all’adozione del nuovo piano per la numerazione dei canali della TV digitale terrestre si possa creare una situazione di confusione tra gli utenti inidonea a garantire una “ordinata fruizione della programmazione televisiva”.

In ogni caso i tempi per la nuova delibera avente recante il piano per la numerazione dei canali dovranno essere piuttosto serrati. Entro i primi di ottobre, infatti, l’AGCOM avvierà una consultazione pubblica della durata di 30 giorni volta a raccogliere le idee, i pareri e le opinioni dei diversi soggetti portatori di interessi.

A partire dall’avvio della consultazione pubblica l’AGCOM avrà quindi 180 giorni per adottare la nuova delibera. In ogni caso, al fine di garantire che il piano sulla numerazione dei canali tenga effettivamente conto delle abitudini degli utenti, così come richiesto dal Consiglio di Stato, l’AGCOM avvierà parallelamente alla consultazione pubblica un’indagine conoscitiva sul tema per esplorare il modo in cui si è evoluto negli ultimi anni il rapporto tra i cittadini e il telecomando.