Multilateral Interchange Fees: l’Antitrust chiude l’istruttoria

Con provvedimento n. 24806 del 19 febbraio 2014, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avvitato un procedimento istruttorio nei confronti del Consorzio Bancomat in merito all’accordo sulle commissioni multilaterali interbancarie (Multilateral Interchange Fees) relative ai servizi di pagamento attraverso PagoBANCOMAT di bollettini e fatture commerciali emesse da terzi.

Per ogni pagamento di bollettini o fatture eseguito con una carta PagoBANCOMAT, infatti, la banca che offre il servizio di accettazione agli esercenti, deve corrispondete una commissione alla banca che ha emesso la carta con la quale è stato effettuato il pagamento. Tale commissione era stata fissata in 0,10 euro ad operazione, applicabile agli aderenti al Consorzio BANCOMAT a decorrere dal 3 gennaio 2014, poi ridotta ad euro 0,07 a partire dal 30 giugno 2014.

A detta dell’Autorità, la previsione di una definizione centralizzata ed uniforme per tutte le banche e PSP della commissione interbancaria, configurerebbe un’intesa ai sensi dell’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, con conseguenze sull’erogazione dei servizi nei confronti dell’utenza finale. Questo in quanto “la fissazione di una commissione interbancaria in modo coordinato limita gli spazi di autonomia decisionale delle banche e dei PSP nelle politiche commerciali alla clientela, ed è quindi suscettibile di comportare una significativa riduzione del grado di concorrenza sul mercato”. Continua l’Autorità: “L’esistenza di una commissione uniforme definita a livello di Consorzio determina una soglia minima al di sotto della quale la concorrenza tra acquirer non può ridurre il merchant fee agli esercenti, rappresentando una voce di costo comune per le banche e i PSP alla base della definizione delle politiche commerciali nei confronti degli esercenti. Infatti, trattandosi di una commissione interbancaria multilaterale, tale soglia è comune per tutte le banche o PSP che convenzionano gli esercenti per il circuito PagoBANCOMAT”.

La possibilità che l’accordo possa falsare la concorrenza nel mercato comune è ancor più evidente se si tiene conto della circostanza per cui, di fatto, il Consorzio BANCOMAT rappresenta uno dei circuiti più diffusi in Italia, con l’80% delle carte di debito in circolazione e l’85% dei POS attivi, e che attualmente operano in questo mercato anche operatori non bancari quali, ad esempio, Poste Italiane S.p.A.. Pertanto, l’eventuale intesa coinvolgerebbe l’intero territorio italiano e la quasi totalità delle banche nazionali e di quelle estere che operano in Italia.

Il procedimento è stato però chiuso dall’Autorità con delibera n. 25162 pronunciata nell’adunanza del 28 ottobre 2014, con il quale sono stati resi obbligatori gli impegni presentati dal Consorzio il 30 giugno 2014 ai sensi dell’art. 14 ter della legge 287 del 1990. Nello specifico, il Consorzio BANCOMAT ha proposto di ridefinire l’importo della commissione interbancaria con cadenza biennale, in ragione della rilevazione dei costi e di commissionare ad una società specializzata uno studio sul MIT applicato al mercato italiano.

Tali impegni, sono stati ritenuti sufficienti per chiudere il procedimento nei confronti del Consorzio senza procedere all’accertamento dell’infrazione.

False recensioni su Tripadvisor: l’Antitrust avvia un’istruttoria

È di qualche giorno fa la comunicazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di avvio del procedimento istruttorio volto ad accertare se Tripadvisor, nota piattaforma di recensioni turistiche, abbia o meno posto in essere pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori.

Due le condotte che sarebbero, secondo l’Unione Nazionale Consumatori, idonee ad integrare una violazione degli artt. 20, 21 e 22 del Codice del Consumo:

A) la diffusione, da parte di Tripadvisor, di informazioni ingannevoli sulle fonti delle recensioni pubblicate e l’inidoneità degli strumenti e delle procedure di controllo adottati per contrastare il fenomeno delle false recensioni. Numerose sarebbero infatti le segnalazioni dei consumatori circa la scarsa attendibilità dei giudizi riportati sul noto sito, giudizi di cui sarebbe difficile garantire la veridicità a causa della semplicità e dell’omesso controllo sulla procedura di inserimento delle recensioni, accessibile anche a soggetti che non sono stati ospiti degli alberghi o ristoranti valutati;

B) informazioni non trasparenti in relazione all’esistenza di un rapporto contrattuale tra Tripadvisor e alcune strutture turistiche attraverso l’attivazione a pagamento del c.d. profilo aziendale: non sarebbe, cioè, sufficientemente chiaro se e quando il posizionamento di una struttura alberghiera tra i risultati di una ricerca sia o meno condizionato da un accordo di sponsorizzazione tra la struttura medesima ed il popolare sito.

Le condotte così denunciate sarebbero quindi idonee a determinare una notevole distorsione del comportamento economico del consumatore con riguardo al ristorante o alla struttura recettiva su cui indirizzare la propria scelta.

Il testo integrale del provvedimento è disponibile qui.