SAVE THE DATE: Venezia, 9 luglio, E-Lex a Digital Venice

Digital Venice

Nell’Ambito di Digital Venice, E-Lex e l’Istituto per le politiche dell’innovazione organizzano  – in collaborazione con TechEconomy.it – l’incontro dibattito “Innovation vs. regulation. Clash or opportunity?”, che si terrà il 9 luglio a Venezia presso il Telecom Italia Future Centre.

Che si tratti di ormai maturi giganti del web come Google o delle Telecomunicazioni come Telecom o Vodafone, di ex startup cresciute in fretta come Uber e Soundreef o di nuove start up emergenti come Travel appeal, le regole – dappertutto e nel nostro Paese in modo particolare – sembrano inesorabilmente destinate a rappresentare, determinati e coriacei antagonisti di innovatori e rivoluzionari.

Eppure la storia moderna insegna che questi innovatori, crescono in fretta e producono, altrettanto in fretta, ricchezza e nuove opportunità di mercato e democrazia anche se, naturalmente, non sempre, non per tutti e non ovunque.

Possibile che il rapporto tra l’innovazione e la regolamentazione debba necessariamente essere tanto difficile e conflittuale.

Possibile che sia così complicato scrivere regole capaci di instradare l’innovazione nella direzione giusta limitando danni ed effetti collaterali – talvolta ineliminabili – e moltiplicando opportunità e benefici?

La recente decisione della Corte di Giustizia UE in materia di motori di ricerca e diritto all’oblio, il caso Tripadvisor del quale l’Autorità Antitrust italiana ha appena deciso di occuparsi, il confronto-scontro tra Uber ed i tassisti milanesi che fa parlare di sé da oltre un anno o quello, ormai atavico tra Soundreef e SIAE ed i dubbi e le perplessità con le quali deve confrontarsi chi voglia lanciare, in Italia, una startup innovativa sono li a testimoniare quanto complicato sia il rapporto tra innovazione e regolamentazione.

Forse aveva davvero ragione Macchiavelli quando nel suo Il Principe scriveva: “non è cosa più difficile a trattare né più dubbia a riuscire, né più pericolosa a maneggiare, che farsi capo a introdurre nuovi ordini; perché lo introduttore ha per nimici tutti quelli che delli ordini vecchi fanno bene ed ha tepidi difensori tutti quelli che delli ordini nuovi farebbero bene. La quale tepidezza nasce parte per paura degli avversari, che hanno le leggi dal canto loro, parte dalla incredulità degli uomini; e quali non credano in verità le cose nuove se non ne veggano nata una ferma esperienza.”. (Il Principe, N. Macchiavelli, Capitolo VI).

Ma poi la resistenza che la regolamentazione, talvolta, oppone all’innovazione ha davvero senso? Accade davvero che le regole possano frenare o anche solo arginare certe rivoluzioni innovative. Che ruolo hanno avuto le regole nella storia di giganti come Google, Facebook, Tripadvisor o Booking.com? Che ruolo avranno nel futuro di Uber? Non è che le regole riescono solo ad influenzare le startup in erba, inducendole a desistere e gettare la spugna?

Se fosse così ci sarebbe davvero di che preoccuparsi perché I più grandi continuerebbero a crescere ed I più giovani, sarebbero costretti a rinunciare.

Ne discutono giganti del web, giovani promesse ed emergenti con I regolatori. Noi come Istitituto per le politiche dell’Innovazione proviamo a fare da mediatori culturali e come E-Lex, Studio Legale a suggerire strade, strategie e soluzioni di compromesso.

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PROGRAMMA

Ore 15:30 – 16,00 – Welcome coffee e Registrazione

Ore 16,15 – Talk Show

Modera: Guido Scorza (Istituto politiche innovazione – E-lex)

Giorgia Abeltino – Google
Benedetta Arese Lucini – Uber
Stefano Quintarelli – intergruppo Parlamentare Agenda digitale
Davide D’Atri – Soundreef
Lucio Gamba – CloudItalia
Laura Bononcini – Facebook

Ore 17,30 – In the meantime outside Italy

Giovanni Maria Riccio (E-lex)

Modera: Ernesto Belisario (E-lex)

Mirko Lalli – Travel Appeal
Franco Brescia – Telecom Italia
Maria Luisa Cesaro – Vodafone
Antonio Nicita – AGCOM
Luigi Montuori – Garante Privacy (in attesa di conferma)
Stefano Epifani – Università La Sapienza, Chief Editor TechEconomy.it

18.30 – Fine dei lavori

Cloud Computing: le raccomandazioni dell’Agenzia francese

Quasi in concomitanza del rilascio da parte della Commissione Europea delle strategia “Unleashing the Potential of Cloud Computing in Europe“, l’Agenzia francese per la Protezione dei Dati (CNIL) ha stilato 7 raccomandazioni – rivolte alle aziende – dettando specifiche regole per il rispetto della normativa francese nell’uso dei servizi di Cloud Computing.

Il documento della CNIL vuole rappresentare un’aiuto per le PMI francesi che nella la loro attività intendano fare ricorso a prestatori di servizi di Cloud Computing.

L’Agenzia francese ha rilevato che l’utilizzo di servizi “sulla nuvola” (in particolare il Cloud Pubblico) solleva non poche difficoltà riguardanti il rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. È stato infatti notato, che tra le imprese ed i prestatori di servizi si viene spesso a creare una condizione di asimmetria informativa relativa alle condizioni contrattuali riguardanti la realizzazione delle prestazioni, comportando in molti casi che le società non abbiano contezza del luogo di destinazione dei loro dati.

In virtù di tali raccomandazioni le PMI francesi avranno gli strumenti per realizzare un’analisi dei rischi prima di procedere alla scelta del proprio prestatore di servizi di Cloud Computing. In particolare, l’impresa dovrà operare una valutazione delle garanzie di sicurezza prospettategli dal prestatore, ed assicurarsi che queste vengano osservate nel pieno rispetto della normativa francese.

La CNIL, insomma, pur riconoscendo che in taluni casi le offerte di servizi Cloud da parte di prestatori esterni possano essere più sicure rispetto a quelle interne alle PMI, si augura che, mediante gli strumenti messi loro a disposizione, le aziende siano in grado di effettuare una corretta e completa valutazione prima di optare per una soluzione di Cloud.

Ecco le 7 raccomandazioni (approfondite nel documento):

  1. Identificare chiaramente i dati e i trattamenti che saranno ospitati nel Cloud;

  2. Definire le proprie esigenze di sicurezza tecnica e giuridica;

  3. Realizzare un’analisi dei rischi al fine di identificare le misure di sicurezza essenziali per l’impresa;

  4. Identificare il tipo di Cloud pertinente al trattamento considerato;

  5. Scegliere un prestatore che assicuri sufficienti garanzie;

  6. Rivedere la politica di sicurezza interna;

  7. Monitorare le evoluzioni nel tempo.