La carta dei diritti in rete è realtà. Bozza presto in consultazione

Schermata 2014-10-14 alle 16.01.23In occasione della riunione dei Presidenti delle Commissioni competenti in materia di diritti fondamentali, nell’ambito della Presidenza semestrale italiana del Consiglio dell’Ue, lunedì 13 ottobre, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la presidente della Camera Laura Boldrini ha reso nota la bozza dell’Internet bill of rights, la Carta dei diritti fondamentali di Internet.

Il documento, frutto del lavoro di un’apposita commissione formata da 10 parlamentari e 13 esperti, presieduta da Stefano Rodotà, è composto da un preambolo e da 14 articoli:

  1. Riconoscimento e garanzia dei diritti
  2. Diritto di accesso
  3. Neutralità della rete
  4. Tutela dei dati personali
  5. Diritto all’autodeterminazione informativa
  6. Inviolabilità dei sistemi e domicili informatici
  7. Trattamenti automatizzati
  8. Diritto all’identità
  9. Anonimato
  10. Diritto all’oblio
  11. Diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme
  12. Sicurezza in rete
  13. Diritto all’educazione
  14. Criteri per il governo della rete

La bozza di dichiarazione dei diritti in Internet è già disponibile online e a partire dal 27 ottobre sarà avviata la consultazione pubblica vera e propria. Da questa data e per i quattro mesi successivi, infatti, i contributi dei cittadini saranno raccolti al fine di recepire i suggerimenti e migliorare il testo prodotto dalla Commissione per i diritti e i doveri.

Privacy e mobile payment: il Garante avvia la consultazione pubblica

Il 3 dicembre scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’avviso pubblico di avvio della consultazione sullo «schema di provvedimento generale in materia di trattamento di dati personali nell’ambito dei servizi di mobile remote payment».

A decorrere dalla pubblicazione, e per i 60 giorni successivi, i soggetti coinvolti – in particolare i fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, gli hub-tecnologici e i merchant – nonché quelli qualificati, come Università e centri di ricerca, sono stati chiamati a trasmettere al Garante osservazioni, commenti e proposte sulle prescrizioni finalizzate a prevenire i rischi connessi all’utilizzo improprio dei dati personali degli utenti.

Negli ultimi due anni in Italia sono state incrementate le iniziative volte a sviluppare servizi di pagamento tramite smartphone e tablet , in particolare in modalità contactless sfruttando la tecnologia NFC. Preso atto delle possibili implicazioni in merito al trattamento dei dati personali degli utenti e annunciando l’adozione di successivi e più specifici provvedimenti, il Garante ha ritenuto necessario  redigere questo primo schema generale che obbligherà fornitori di reti, aggregatori e merchant ad adeguare il proprio operato alle nuove regole in tema di privacy.

Considerando i servizi attualmente offerti in Italia, lo schema di provvedimento si riferisce ai micro pagamenti effettuati mediante telefono mobile con addebito sul credito residuo o sul conto telefonico.

Il Garante, analizzate le attività svolte dai singoli soggetti coinvolti, sofferma la propria attenzione in particolare sulla tipologia dei dati personali trattati e sulle informazioni che possono essere da essi desunte, sulle modalità e sui tempi di conservazione, che non devono superare i 6 mesi, nonché sulla sicurezza.

Ciò che emerge è una particolare attenzione a che i dati raccolti nel corso della fornitura del servizio di mobile payment siano tenuti ben separati da tutti gli altri già in possesso dei medesimi operatori , così da evitare il possibile incrocio, utile alla profilazione degli utenti per finalità di marketing.

Non resta che attendere la conclusione della consultazione pubblica per sapere se e quali modifiche saranno apportare al provvedimento prima della sua pubblicazione, momento in cui tutti i soggetti coinvolti dovranno essere pronti ad aggiornare o predisporre la documentazione privacy secondo le nuove disposizioni del Garante.