Sgravi fiscali in arrivo per le società che investono in start-up innovative

L’articolo 29, comma 4 del cosiddetto Decreto sviluppo bis (Decreto Legge n.179/2012) prevede una deduzione fiscale in favore  dei soggetti IRES che nei periodi di imposta 2013, 2014 e 2015 decideranno di investire in start up innovative.

Il 20% delle somme investite, infatti, non concorreranno a formare il reddito della società sino alla concorrenza dell’importo di € 1.800.000,00 per ciascun periodo di imposta.

Lo sconto fiscale sale invece al 27% qualora l’investimento venga realizzato in start up innovative a vocazione sociale ovvero attive nel “settore “energetico”.

Gli investimenti potranno avvenire sia in forma diretta che indirettamente, servendosi di organismi di investimento collettivo del risparmio ovvero di altre società che investono prevalentemente in start up innovative.

L’investimento dovrà peraltro restare bloccato per almeno due anni; in caso di disinvestimento prima di tale termine, infatti, è previsto il recupero a tassazione delle somme non corrisposte al fisco, maggiorate degli interessi legali.

Un punto da chiarire riguarda probabilmente il significato da attribuire all’espressione “somma investita” che si presta a più di un’interpretazione; in ogni caso dovrebbero confluire all’interno di tale nozione, la sottoscrizione del capitale sociale in sede di costituzione della società ed i suoi successivi aumenti, a condizione che il capitale sia versato contestualmente alla sottoscrizione; appaiono inoltre suscettibili di rientrare nella definizione anche i versamenti in denaro a fondo perduto e la rinunzia da parte dei soci a crediti vantati nei confronti della società; dovrebbero invece restare esclusi i conferimenti in natura e quelli di prestazione d’opera e/o servizi.

È comunque probabile che tali nodi interpretativi vengano sciolti con il Decreto di attuazione che il Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, è chiamato ad emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della nuova disciplina.

Sullo sconto fiscale a favore delle società che investono in start up innovative pende comunque la spada di Damocle della Commissione europea che nei prossimi mesi dovrà valutare ex art. 108 TFUE se tale forma di incentivo sia o meno compatibile con i principi comunitari in tema di aiuti di Stato, tenuto conto delle finalità perseguite dal legislatore italiano nonché degli eventuali effetti anticoncorrenziali che potrebbero prodursi nell’ambito  degli scambi intracomunitari.