Privacy: il Parlamento Europeo non accetta altri rinvii

Ho un messaggio chiaro al Consiglio: ogni ulteriore rinvio sarebbe irresponsabile”.

Così si è espresso, senza nascondere la propria delusione, Jan Philipp Albrecht, relatore per il regolamento generale della protezione dati, dopo l’approvazione in prima lettura da parte del Parlamento Europeo con 621 voti a favore, 10 contrari e 22 astensioni. La riforma del pacchetto protezione dati infatti, non potrà vedere la luce entro la fine di questo mandato.

A detta di Albrecht, il ritardo nella riforma sarebbe ascrivibile esclusivamente alla mancata presa di posizione da parte del Consiglio dinanzi all’indecisione di alcuni Stati membri. Il rischio è che, una volta insediato il nuovo Parlamento con le elezioni europee di maggio, il lavoro fatto fino ad potrebbe andare completamente perso.

Nel comunicato stampa diffuso, il Parlamento Europeo sintetizza tutte le novità che si sarebbero volute raggiungere con l’introduzione del nuovo regolamento generale e della direttiva: un maggiore controllo dei dati da parte dei soggetti interessati, una più semplice circolazione degli stessi all’interno del territorio dell’Unione e sanzioni più dure per chi infrange le regole.

In merito a questo ultimo punto, è molto interessante notare come la direzione presa dal Parlamento, molto lontana dalla proposta della Commissione, sembra essere caratterizzata da una maggiore severità: le imprese che non rispettano le regole imposte, rischierebbero multe fino a 100 milioni di euro o fino al 5% del fatturato mondiale annuo. Una presa di posizione che conferma quanto i deputati considerino serio il problema della tutela della privacy.

Al centro della nuova riforma è anche la circolazione dei dati personali in Rete, con restrizioni sulla profilazione, semplificazione delle procedure per la cancellazione dei propri dati e, soprattutto, l’obbligo per le imprese di rendere informative più chiare e comprensibili.

Al momento non si può far altro che attendere l’elezione dei nuovi deputati per conoscere le sorti della riforma.