Al via il primo seminario di E-Lex e Fabrique du Cinéma

Al via a Roma il primo seminario Fabrique du Cinéma dedicato ad attori, autori e produttori per districarsi nella giungla dei contratti cinematografici, a cura di E-Lex. Special guest:Francesca Valtorta

La firma del primo contratto per tanti giovani autori, attori e persino produttori è un momento estremamente delicato: tante sono le incognite e districarsi tra postille, cavilli e rescissioni a volte può rivelarsi un’impresa ardua. Non è una coincidenza che numerosi personaggi del mondo dello spettacolo si affidino a professionisti del settore per la tutela del loro lavoro e della loro immagine.

Indubbiamente per un artista alle prime armi una tale consulenza può risultare troppo onerosa, ed è per questo che Fabrique du Cinéma ha organizzato il primo seminario gratuito su Cinema e Contratti in collaborazione con i legali dello studio E-Lex.

Tenuto dall’avvocato Giovanni Maria Riccio, il convegno verterà su alcuni temi-cardine quando si parla di accordi legali: le clausole di esclusiva, i diritti di immagine, di opzione e di prelazione, il pay-or-play e il right of first refusal, il deposito e la tutela dal plagio e tanto altro.

L’incontro si terrà venerdì 3 marzo 2017 alle ore 17.30 presso la sede di E-Lex di via dei Barbieri 6 a Roma, e avrà come ospite speciale Francesca Valtorta (Baciami ancora, Immaturi-il viaggio, Braccialetti rossi, Squadra antimafia).

Al termine del seminario è previsto un buffet a cura di Alchimia Foodlab.

E-Lex aderisce al “Manifesto del Lavoro Ben Fatto”

Lo Studio legale E-lex è uno studio-boutique giovane, dinamico e con lo sguardo rivolto al futuro, nato dalla fusione di diverse realtà professionali operanti da anni nel settore del diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie in Italia e nel resto d’Europa.

In E-lex siamo convinti che uno Studio legale possa e debba rappresentare il migliore alleato di un Cliente – che si tratti di una multinazionale, una startup o un’Amministrazione – e che debba accompagnarlo lungo il suo cammino, passo dopo passo, senza limitarsi ad incrociarne la strada in modo episodico.

Siamo convinti, anche, che uno Studio Legale debba condividere le scommesse del cliente e farle proprie, lavorando per tutelarne i diritti egli interessi ed evitando che le norme diventino un ostacolo all’innovazione.

È per questo motivo che E-Lex aderisce con convinzione al “Manifesto del Lavoro Ben Fatto”, l’iniziativa promossa dal sociologo Vincenzo Moretti.

Il manifesto, che riproduciamo di seguito, è articolato in cinquantadue tesi che ben rappresentano la filosofia di lavoro del nostro Studio e che ci piace condividere all’inizio del nuovo anno.

Con l’auspicio di un 2017 all’insegna delle “buone cause” e dei “lavori ben fatti”.

 

IL MANIFESTO DEL LAVORO BEN FATTO

1. Qualsiasi lavoro, se lo fai bene, ha senso.
2. Nel lavoro tutto è facile e niente è facile, è questione di applicazione, dove tieni la mano devi tenere la testa, dove tieni la testa devi tenere il cuore.
3. Ciò che va quasi bene, non va bene.

4. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, grazie al lavoro delle donne, degli uomini e delle macchine.
5. Un mondo che sa dare più valore al lavoro e meno valore ai soldi, più valore a ciò che sappiamo e sappiamo fare e meno valore a ciò che abbiamo, è un mondo migliore.
6. Il lavoro è identità, dignità, autonomia, rispetto di sé e degli altri, comunità, sviluppo, futuro.

7. Il lavoro ben fatto non può fare a meno dell’amore per quello che si fa e del piacere di farlo.
8. Il lavoro ben fatto non può fare a meno dei diritti, della dignità, della soddisfazione, del rispetto e del riconoscimento sociale di chi lavora, indipendentemente dal lavoro che fa.
9. Il lavoro ben fatto non può fare a meno dell’etica, della cultura, dell’approccio, del modo di essere e di fare fondati sulla necessità di fare bene le cose a prescindere, in qualunque contesto o situazione.
10. Il lavoro ben fatto non può fare a meno dei doveri di chi lavora, del suo impegno a mettere in campo in ogni momento tutto quello che sa e che sa fare per fare bene il proprio lavoro, come persona e come componente delle strutture delle quali fa parte, con spirito collaborativo, indipendentemente dal lavoro che fa.

11. Fare bene le cose è bello.
12. Fare bene le cose è giusto.
13. Fare bene le cose conviene.

14. Il lavoro ben fatto non è soltanto un modo etico, cooperativo, sociale di pensare e di fare le cose.
15. Il lavoro ben fatto è prima di tutto un modo razionale, utile, conveniente di pensare e di fare le cose.
16. Non importa quello che fai, quanti anni hai, di che colore, sesso, lingua, religione sei. Quello che importa, quando fai una cosa, è farla come se dovessi essere il numero uno al mondo. Il numero uno, non il due o il tre. Poi puoi essere pure il penultimo, non importa, la prossima volta andrà meglio, ma questo riguarda il risultato non l’approccio, nell’approccio hai una sola possibilità, cercare di essere il migliore.

17. Lavoro ben fatto è mettere sempre una parte di te in quello che fai.
18. Lavoro ben fatto è il calore che fai quando fai bene qualcosa, qualunque cosa tu faccia, progettare un ponte, pulire una strada, lavare il pavimento del bar dopo che hai abbassato la saracinesca.
19. Lavoro ben fatto è rispetto di sé, visione, fiducia, voglia di non arrendersi.
20. Lavoro ben fatto è soddisfazione, conoscenza, creatività, potenziale, intelligenza, intraprendenza, connessione, autonomia, innovazione, dedizione, professionalità. Delle persone e delle organizzazioni.
21. Lavoro ben fatto è la qualità che fa muovere un Paese, che lo fa ripartire, che lo sostiene nei suoi percorsi di cambiamento e di sviluppo, che non si accontenta dei casi di eccellenza, che si fa norma, che traduce gli obiettivi in risultati.
22. Lavoro ben fatto è intelligenza collettiva, bellezza che diventa ricchezza, cultura che diventa sviluppo, storia che diventa futuro.

23. Cogliere e moltiplicare le opportunità è lavoro ben fatto.
24. Connettere maestria, creatività e bellezza è lavoro ben fatto.
25. Mettere a valore il sapere e il saper fare delle persone, la conoscenza esplicita e tacita delle organizzazioni, la cultura e la storia delle città e delle comunità è lavoro ben fatto.
26. Investire nella scuola, nella formazione, nella conoscenza, nell’innovazione, nella ricerca scientifica è lavoro ben fatto.
27. Leggere le relazioni tra le persone e le organizzazioni, e i loro significati, dal punto di vista della conoscenza, è lavoro ben fatto.
28. Riconoscere il valore delle donne e degli uomini che ogni giorno con il proprio lavoro danno più significato alle proprie vite e più futuro al proprio Paese è lavoro ben fatto.

29. Il cambiamento riguarda tutti.
30. Le singole persone, senza le quali il lavoro ben fatto non può diventare modo di essere e di fare, senso comune, missione condivisa.
31. Le organizzazioni, destinate ad avere tanto più futuro quanto più riescono a connettere il fare con il pensare, ad affermare idee e modelli gestionali in grado di tradurre con più efficacia le idee in azioni e gli obiettivi in risultati.
32. Le classi dirigenti a ogni livello, alle quali tocca ricostruire il nesso tra potere, inteso come possibilità di disporre di risorse e di prendere decisioni, e responsabilità, intesa come necessità di operare nell’interesse generale delle istituzioni e dei cittadini che si rappresentano.
33. Non è tempo di piccoli aggiustamenti.
34. A partire dal lavoro e dal suo riconoscimento sociale va ridefinito il background, la tavola di valori, di riferimenti e di interpretazioni condivise necessari alle famiglie, alle comunità, ai paesi, al mondo, per pensare il proprio futuro in maniera più inclusiva e meno ingiusta.
35. Va ripensata la relazione esistente tra la capacità di innovare, di competere e di conquistare spazi di mercato e il riconoscimento sociale del valore del lavoro, la possibilità che chi lavora abbia una vita più ricca e consapevole.
36. Il sapere, il saper fare, l’apprendimento per tutto il corso della vita sono una componente essenziale non solo dei processi di emancipazione delle persone ma anche della capacità di attrarre e di competere delle imprese, delle PA, dei territori dei diversi Paesi.

37. Il lavoro ben fatto è il suo racconto.
38. Il racconto ha origini antiche come le montagne.
39. Ogni cosa che accade è un racconto.
40. Raccontando storie ci prendiamo cura di noi.
41. Connettiamo vite, fatti, eventi.
42. Diamo senso al trascorrere del tempo.
43. Ricostruiamo ciò che è successo a vantaggio del significato.
44. Istituiamo ambienti sensati.
45. Incrementiamo il valore sociale delle organizzazioni e delle comunità con le quali in vario modo interagiamo.
46. Attiviamo processi di innovazione e di cambiamento.

47. È tempo di nuovi Omero, di nuova epica, di nuovi eroi.
48. È tempo di donne e di uomini che ogni mattina mettono i piedi giù dal letto e fanno bene quello che devono fare, a prescindere, perché è così che si fa.
49. È tempo di persone normali.
50. È tempo di fare bene le cose perché è così che si fa.

51. Siamo quelli del lavoro ben fatto e vogliamo cambiare il mondo.
52. Nessuno si senta escluso.

 

 

 

 

Il parere del Garante Privacy sulla Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti.

Con nota del 20 novembre 2015, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) ha richiesto il parere del Garante privacy sullo schema di Decreto Ministeriale recante il regolamento di attuazione dell’articolo 85 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 riguardante l’attivazione della Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti. (altro…)

SMAU / Startup e diritto: cosa bisogna sapere?

Venerdì mattina alle ore 10, presso lo SMAU di Padova, il prof. Riccio terrà una relazione su “Startup e diritto: cosa bisogna sapere?”.

L’avvio di startup pone una serie di tematiche giuridiche che devono essere affrontate in modo adeguato per definire le scelte strategiche ed impostare le corrette metodologie operative e commerciali. (altro…)

Udienza in Corte di Giustizia per l’equo compenso

Si è tenuta ieri, presso la Corte di Giustizia, l’udienza della controversia Nokia Italia and Others (Case C-110/15) relativa alla conformità al diritto comunitario della legislazione italiana in materia di equo compenso. Nel procedimento in questione, E-Lex ha assistito un’importante associazione di consumatori, che rivendica l’eccessività delle tariffe – almeno rispetto al passato e rispetto a quelle previste in altri Paesi europei – per la c.d. copia privata effettuata attraverso smartphone, tablet, PC, pennette USB ed altri analoghi dispositivi e supporti.

YouTube non è responsabile per le violazioni del copyright dei suoi utenti

Il Tribunale di Monaco ha stabilito che YouTube non è responsabile per le violazioni del copyright commesse dai propri utenti. La società americana era stata citata in giudizio dalla GEMA, società di gestione collettiva dei diritti d’autore, la quale aveva osservato che YouTube otterrebbe enormi benefici economici dallo sfruttamento dei video caricati dagli utilizzatori della piattaforma.

Le dichiarazioni rese dalla GEMA all’indomani della decisione sono disponibili qui.

E-Lex presenta il secondo “Report annuale sullo stato del diritto e della politica dell’innovazione in Italia”

Lo Studio legale E-Lex Scorza, Belisario, Riccio & Partners ha pubblicato, così come per il 2013, il report annuale sullo stato del diritto e della politica dell’innovazione in Italia.

Il documento racconta gli eventi principali registratisi nel corso del 2014, a livello legislativo e giurisprudenziale, nel mondo di internet, della privacy e della proprietà intellettuale.

Il Report è gratuitamente scaricabile, con link ai principali testi normativi e giurisprudenziali che hanno caratterizzato l’anno appena trascorso.

Scarica il report in formato EPUB.

Scarica il report in formato MOBI.

L’intervento di Guido Scorza a #Leopolda5

In occasione della Leopolda 2014, Guido Scorza descrive l’esperienza dello studio E-Lex.

Ciclo di seminari su protocollo, conservazione e fatturazione elettronica nella PA

I due DPCM 3 dicembre 2013 ed il D.M. n. 55/2013 rappresentano un importante tassello che completa il quadro normativo in materia di dematerializzazione dell’attività amministrativa a cui tutti gli Enti son ottenuti ad adeguarsi in tempi certi se vogliono evitare sanzioni e irregolarità.

In particolare, i primi decreti contengono le regole tecniche relative al protocollo e alla conservazione, in virtù dei quali gli Enti sono tenuti ad intraprendere un percorso di adeguamento tecnologico ed operativo dei propri sistemi di gestione dei documenti e degli archivi digitali.

Il secondo decreto introduce una piccola rivoluzione, sancendo che a partire dal 6 giugno 2014 (per Ministeri, Agenzie fiscali, Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale) e dal 31 marzo 2015 (per tutti gli altri Enti Pubblici) le P.P.A.A. possono ricevere fatture solo in formato digitale. I fornitori devono produrre, nei confronti degli Enti, esclusivamente fatture elettroniche, secondo le specifiche tecniche reperibili sul sito www.fatturapa.gov.it. Le fatture cartacee, ormai, dovranno essere restituite al mittente.

Per agevolare gli Enti (e i loro consulenti e fornitori) in questo percorso di adeguamento, Maggioli organizza un seminario dal titolo “Le norme della PA digitale: protocollo, conservazione e fatturazione elettronica”.

In particolare, il percorso formativo si pone la finalità di fornire ai partecipanti indicazioni, strumenti, modelli per la piena competenza della normativa relativa agli ambiti summenzionati.

Parteciperanno in qualità di relatori due professionisti di E-Lex: l’Avv. Prof. Ernesto Belisario e l’Avv. Giorgio Romeo.

Il seminario si terrà nelle seguenti date e località:

Bolzano, 18 settembre 2014
Torino, 25 settembre 2014
Bari, 2 ottobre 2014
Trieste, 9 ottobre 2014
Palermo, 23 ottobre 2014
Roma, 30 ottobre 2014
Bologna, 20 novembre 2014

Per informazioni e iscrizioni: http://www.convegni.maggioli.it

Digital Venice 2014: il video dell’intervento di Stefano Epifani

Nell’Ambito di Digital Venice, E-Lex e l’Istituto per le politiche dell’innovazione hanno organizzato – in collaborazione con TechEconomy.it – l’incontro dibattito “Innovation vs. regulation. Clash or opportunity?”.
Questo l’intervento di Stefano Epifani, Chief Editor di TechEconomy.it e Professore presso l’Università La Sapienza