Ciclo di seminari su protocollo, conservazione e fatturazione elettronica nella PA

I due DPCM 3 dicembre 2013 ed il D.M. n. 55/2013 rappresentano un importante tassello che completa il quadro normativo in materia di dematerializzazione dell’attività amministrativa a cui tutti gli Enti son ottenuti ad adeguarsi in tempi certi se vogliono evitare sanzioni e irregolarità.

In particolare, i primi decreti contengono le regole tecniche relative al protocollo e alla conservazione, in virtù dei quali gli Enti sono tenuti ad intraprendere un percorso di adeguamento tecnologico ed operativo dei propri sistemi di gestione dei documenti e degli archivi digitali.

Il secondo decreto introduce una piccola rivoluzione, sancendo che a partire dal 6 giugno 2014 (per Ministeri, Agenzie fiscali, Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale) e dal 31 marzo 2015 (per tutti gli altri Enti Pubblici) le P.P.A.A. possono ricevere fatture solo in formato digitale. I fornitori devono produrre, nei confronti degli Enti, esclusivamente fatture elettroniche, secondo le specifiche tecniche reperibili sul sito www.fatturapa.gov.it. Le fatture cartacee, ormai, dovranno essere restituite al mittente.

Per agevolare gli Enti (e i loro consulenti e fornitori) in questo percorso di adeguamento, Maggioli organizza un seminario dal titolo “Le norme della PA digitale: protocollo, conservazione e fatturazione elettronica”.

In particolare, il percorso formativo si pone la finalità di fornire ai partecipanti indicazioni, strumenti, modelli per la piena competenza della normativa relativa agli ambiti summenzionati.

Parteciperanno in qualità di relatori due professionisti di E-Lex: l’Avv. Prof. Ernesto Belisario e l’Avv. Giorgio Romeo.

Il seminario si terrà nelle seguenti date e località:

Bolzano, 18 settembre 2014
Torino, 25 settembre 2014
Bari, 2 ottobre 2014
Trieste, 9 ottobre 2014
Palermo, 23 ottobre 2014
Roma, 30 ottobre 2014
Bologna, 20 novembre 2014

Per informazioni e iscrizioni: http://www.convegni.maggioli.it

Pubblicato il decreto sulla conservazione e riproduzione dei documenti fiscali

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 giugno 2014, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 17 giugno 2014 recante “Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto – articolo 21, comma 5, del decreto legislativo n. 82/2005”.
Il Decreto detta le norme da osservare al fine di una corretta gestione, in tutte le sue fasi, del documento informatico rilevante ai fini fiscali, in ottemperanza alle disposizioni del Codice dell’Amministrazione Digitale.
Di seguito, raccolte per punti, le novità maggiormente rilevanti.
Comunicazione. Il contribuente deve comunicare l’effettuazione della conservazione in modalità elettronica dei documenti rilevanti ai fini tributari nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di riferimento. Scompare, dunque, l’obbligo di inviare l’impronta dell’archivio informatico all’agenzia delle entrate.
Conservazione delle fatture. Il processo di conservazione dei documenti informatici ai fini della loro rilevanza fiscale dovrà essere eseguito annualmente, inveche che ogni quindici giorni, entro tre mesi dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione annuale.
Esibizione delle fatture. In caso di verifiche, controlli o ispezioni il documento informatico deve essere reso leggibile e, a richiesta, disponibile su supporto cartaceo o informatico presso la sede del contribuente o presso il luogo di conservazione delle scritture dichiarato dal soggetto. Le Agenzie fiscali con specifici provvedimenti potranno disciplinare modalità di esibizione telematica dei documenti conservati.
Imposta di bollo. Quando dovuta, l’imposta di bollo dovrà essere assolta con modalità esclusivamente telematica entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Sulle fatture elettroniche per le quali è obbligatorio l’assolvimento del bollo, andrà inserita apposita annotazione indicante che l’assolvimento è avvenuto ai sensi del DM 17 giugno 2014.
Tale adempimento, dapprima introdotto dal D.L. n. 5/2012 e poi abrogato dalla Legge di Stabilità 2014 nella quale è confluito al comma 596 dell’art. 1, risulta allo stato abbastanza problematico.
Infatti, la Legge di stabilità prevede che “al fine di consentire a cittadini e imprese di assolvere per via telematica a tutti gli obblighi connessi all’invio di una istanza a una pubblica amministrazione o a qualsiasi ente o autorità competente, con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate d’intesa con il capo del Dipartimento della funzione pubblica, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità per il pagamento per via telematica dell’imposta di bollo dovuta per le istanze e per i relativi atti e provvedimenti, anche attraverso l’utilizzo di carte di credito, di debito o prepagate”.
Tuttavia, a fronte del termine gia scaduto, non è ancora stato emanato il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate necessario a rendere pienamente operativo il pagamento del bollo con modalità telematiche.
In mancanza di tale atto, una possibile soluzione è quella di adottare la procedura indicata dall’art. 7 del D.M. 23 gennaio 2004 del Ministero dell’Economia e delle Finanze. La norma prevede che le Amministrazioni inviino una comunicazione all’Agenzia delle entrate indicando il numero degli atti previsti (in cui sono comprese sia le richieste inviate dai cittadini che gli atti emessi dall’Amministrazione) in modo tale che il richiedente possa versare all’Amministrazione l’imposta di bollo.