This Week in Italy No. 9 – E-Lex assists ANSO, FEMI and Open Media Coalition against the AGCom’s regulation on on-line copyright enforcement

Several Italian associations (including the Association of Online Press (Anso), the Federation of Independent Digital Media (Femi) and Open Media Coalition), assisted by e-Lex law firm, have taken legal action, before the Administrative Court of Lazio, against the new Communications Authority AGCom regulation on copyright on copyright enforcement.

According to these associations, Agcom would have not been empowered to adopt this regulation as its power should be limited to certain copyright works (audiovisual works) and to certain operators (providers of audiovisual media services). On the contrary, the Regulation approved is applicable to almost all the copyright infringements committed via internet and therefore should fall beyond the boundaries set by the Legislative decree No. 177 of 2005.

Furthermore it is complained the violation of the right to defense: the Regulation grant a too short period between the notification to ISPs and their reply, which jeopardizes constitutional rights and does not provide a balance between the opposite interests of intermediary operators and IPRs holders.

The new copyright enforcement regulation also holds an obligation on ISPs to disable access to contested websites, even if the application of this measure could inhibit the access to contents other than those reported by the copyright holder.

This provision seems to conflict with the views expressed in the opinion of the Advocate General of the Court of Justice in Case C-314/12, Deutsche Wikom Telekabel, according to which it is incompatible with the weighing of the fundamental rights of the parties to prohibit an internet service provider generally and without ordering specific measures from allowing its customers to access a particular website that infringes copyright.

The above mentioned associations also stated that they are willing to take a legal action also before the European Court of Justice as well as before the European Court of Human Rights.

Impugnato il nuovo regolamento AGCOM dinanzi al TAR Lazio

Di seguito si riporta il testo del comunicato stampa di ANSO:

ANSO (Associazione Nazionale Stampa Online), FEMI, (Federazione Media digitali indipendenti) e Open Media Coalition hanno impugnato dinanzi al TAR del Lazio il Regolamento relativo alla tutela e promozione del diritto d’autore online, varato nelle scorse settimane dall’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni.

Nessuno intende mettere in dubbio l’importanza della tutela del diritto d’autore né vuole garantire l’impunità ai ladri di proprietà intellettuale ma il rispetto della legalità, della costituzione e delle libertà fondamentali viene prima di tutto.
E’ questa la posizione delle tre associazioni.

Non spettava ad AGCOM scrivere nuove regole per il diritto d’autore online, sostituendosi al Parlamento ed ai Giudici Ordinari ai quali la legge sul Diritto d’autore attribuisce la giurisdizione esclusiva in materia di proprietà intellettuale, prevedendo, peraltro, anche la possibilità per i titolari dei diritti di chiedere ed ottenere provvedimenti d’urgenza assolutamente analoghi a quelli che l’Authority si è ora attribuita il potere di emanare al posto dei giudici.

“Qualcuno scriverà certamente che siamo dalla parte dei pirati” – dicono i rappresentanti delle tre associazioni – “ma non è vero. Siamo semplicemente convinti che non si possa tutelare una categoria di diritti, calpestandone altri. La libertà di informazione, il diritto al giudice naturale, il diritto ad un giusto processo ed ad un giusto procedimento sono, tutti principi che, sfortunatamente, AGCOM ha scelto di ignorare. Che lo abbia fatto per una buona causa non vale a rendere meno grave quanto accaduto e, soprattutto, a rendere legittimo il Regolamento”.

L’applicazione delle disposizioni contenute nel provvedimento varato dall’Authority, peraltro, pone sulle spalle di tutti gli imprenditori che maneggiano contenuti digitali online macroscopici oneri e responsabilità attraverso i quali, di fatto, si trasferisce integralmente in capo a questi ultimi – che non sono né ladri né pirati – il costo dell’antipirateria.
La parola passa ora ai Giudici amministrativi e potrebbe, poi, passare ai Giudici dellaCorte di Giustizia dell’Unione Europea e, forse, anche a quelli della Corte Europea dei diritti dell’uomo.

“Credo sia solo un fatto di democrazia – dice l’Avv. Scorza che con i colleghi Belisario e Salvati assiste le tre associazioni – In un Paese normale se non si condivide la decisione di un’Autorità, prima si cerca il confronto ed il dialogo e, poi ci si rivolge ad un Giudice perché stabilisca chi ha ragione e chi ha torto e, eventualmente, ristabilisca la legalità”.

L’auspicio è che i Giudici amministrativi siano celeri nella definizione del giudizio perché l’ormai imminente entrata in vigore del provvedimento espone decine di milioni di cittadini italiani a possibili violazioni della propria libertà di manifestazione del pensiero e centinaia di imprenditori ad insostenibili oneri e responsabilità a fronte di colpe che non sono loro.

Fonte | Associazione Nazionale della Stampa Online