Rottura del vetro dell’iPhone: Apple non è tenuta a risarcire

Nei giorni in cui tutto il mondo attendeva la presentazione dell’iPhone5, il giudice del Tribunale Distrettuale per il Distretto Settentrionale della California, ha deciso che Apple non è tenuta a risarcire gli utenti per la rottura del vetro dell’iPhone4, avvenuta in seguito ad urti accidentali.

Lo ha stabilito Edward Davila, giudice della divisione di San Jose, pronunciandosi sull’istanza di Betsalel Williamson che – essendo stato costretto a sostituire il vetro posteriore del proprio iPhone 4 a seguito dell’urto dello stesso contro una sedia – ha deciso di presentarsi innanzi alla corte californiana per ottenere il risarcimento del danno subito.

Per chi non lo sapesse, il modello di iPhone oggetto di causa (chiamato “iPhone 4” e commercializzato nel 2010) ha un design che si caratterizza per la presenza di due pannelli di vetro su entrambe le facciate legate da una scocca in acciaio.

Secondo l’attore Apple avrebbe attuato una pubblicità ingannevole sulla resistenza del vetro dell’iPhone 4, definendolo “20 volte più rigido e 30 volte più duro della plastica, e più resistente che mai ai graffi” e, pertanto, avrebbe infuso negli utenti fiducia sulla resistenza della scocca del device, poi non confermata nella realtà.

È questa una delle argomentazioni poste alla base della domanda giudiziale, alla quale si aggiunge l’allegazione di uno studio secondo cui l’iPhone 4 si sarebbe rotto l’82 per cento di volte in più rispetto all’iPhone 3GS, versione precedente, assemblato con un pannello di vetro nella parte anteriore e uno di plastica nella parte posteriore.

Il giudice, tuttavia, non ha accolto le rivendicazioni di Williamson, ritenendo che “un consumatore ragionevole che vede una pubblicità in cui un iPhone 4 viene usato come un normale telefono, ma senza cover, non è portato a credere che l’iPhone 4 possa sopportare qualunque livelo di impatto con il pavimento, se lasciato cadere.

È un fatto della vita ben risaputo che il vetro si possa rompere in seguito ad un impatto” conclude il giudice che ha, pertanto, rigettato la domanda.