Privacy e Apps: i Garanti mondiali decidono di darsi da fare

Nell’ambito della 35ma Conferenza internazionale sulla privacy, i Garanti di tutto il mondo si sono riuniti per affrontare il tema dell’educazione digitale. Dall’incontro sono scaturite ben otto risoluzioni legate ai temi della trasparenza sul controllo dei dati degli utenti, della profilazione, del tracciamento della navigazione sul web, dell’alfabetizzazione digitale e della necessita di adottare un piano strategico finalizzato alla creazione di una rete globale di regolatori.

Fra gli atti adottati spicca sicuramente la Risoluzione di Varsavia sulla “applificazione” della società. Il documento affronta le problematiche legate all’importante aumento dell’uso delle app e dei dati personali da esse trattati e sancisce un impegno da parte di tutti i Garanti per la protezione dei dati personali di promuovere nei prossimi 12 mesi tutte le azioni necessarie per intervenire sulle problematiche emerse nel corso della conferenza.

Un primo intervento – si legge nel documento – sarà rivolto agli sviluppatori di app che molto spesso non conoscono le implicazioni associate alla loro attività in termini di privacy e, pertanto, non offrono agli utenti il pieno controllo dei propri dati e, di conseguenza, la possibilità di verificare quali informazioni siano raccolte e per quale finalità. Sul punto, l’obiettivo dei garanti sarà quello di rivolgersi a vari soggetti pubblici e privati per richiamarli alle funzioni ed alle rispettive responsabilità.

Si parla poi dei fornitori di sistemi operativi ai quali compete, riguardo alle rispettive piattaforme, la responsabilità di tutelare gli utenti. I Garanti ritengono che, nonostante i crescenti miglioramenti, il controllo della privacy consentito agli interessati – sia sulle piattaforme che sui dispositivi mobili – non offre ancora la granularità sufficiente a permettere il pieno controllo dell’utente su tutti gli aspetti significativi della raccolta di dati personali.

Le Autorità per la privacy e la protezione dei dati di tutti i Paesi del mondo si sono dunque dati appuntamento alla 36ma Conferenza internazionale di Mauritius, dove saranno esaminati i risultati ottenuti dalle azioni messe in atto sulla base delle linee guida concordate a Varsavia.

La privacy nelle mobile App secondo la FTC

Dopo qualche mese dal rilascio del rapporto intitolato “Protecting Consumer Privacy in an Era of Rapid Change: Recommendations for Business and Policymakers” la Federal Trade Commission ha dato seguito al suo impegno nel settore mobile pubblicando il 5 settembre scorso la guida “Marketing Your Mobile App: Get It Right from the Start“.

Il documento si rivolge agli sviluppatori di applicazioni per tablet e smartphone, indicando tutta una serie di regole da rispettare per permettere loro di integrare nei prodotti tutte le misure necessarie alla tutela del consumatore.

La guida è scritta in un linguaggio semplice ed è incentrata su due ambiti ben precisi: la pubblicità e il rispetto della privacy.

Nell’ambito di queste due macrocategorie la FTC ha previsto nove disposizioni specifiche che devono indirizzare l’attività degli sviluppatori. Queste sono:

– Sulla pubblicità veritiera:

1. Dire la verità su ciò che l’applicazione può fare

2. Divulgare informazioni chiave in modo chiaro e ben visibile

– In merito alla privacy:

3. Costruire considerazioni sulla privacy fin dall’inizio

4. Essere trasparenti riguardo la gestione dei dati

5. Offrire scelte che siano facili da trovare e facili da usare

6. Onorare le promesse sulla privacy

7. Proteggere la privacy dei bambini

8. Raccogliere i dati sensibili solo con il consenso

9. Mantenere i dati degli utenti al sicuro

Vista l’importanza che il settore mobile ha assunto per il marketing e l’advertising, l’intervento della FTC può considerarsi uno strumento molto utile per fornire agli sviluppatori di applicazioni, in maniera semplice, nozioni di base su questioni molto complesse quali il rispetto della privacy e la pubblicità ingannevole.

A questo link è possibile scaricare il documento della Federal Trade Commission in lingua originale.