Volo con più di tre ore di ritardo: la compagnia aerea deve risarcire

Con la sentenza del 23 ottobre 2012, emessa nelle cause riunite nn. 581/10 e 621/10, la Corte di Giustizia ha ribadito il principio già espresso nella decisione “Sturgeon”, secondo cui ai fini del riconoscimento dell’indennizzo in denaro previsto dal diritto dell’Unione europea, i passeggeri dei voli cancellati devono essere equiparati a quelli di voli con un ritardo di oltre tre ore rispetto al tempo di arrivo originariamente previsto, in quanto il disagio patito è sempre connesso ad una perdita di tempo.

La Corte di Giustizia ha quindi respinto le domande di alcune compagnie aeree, tra cui Lufthansa, Easyjet e British Airways, di precisare la portata della sentenza “Sturgeon” nel senso di escludere o comunque limitare l’obbligo avente ad oggetto il riconoscimento di una compensazione pecuniaria per i passeggeri di voli in ritardo di oltre tre ore.

In base al Regolamento (CE) n. 261/04 del Parlamento europeo e del Consiglio, così come interpretato dalla Corte di Giustizia, i passeggeri, qualora subiscano un ritardo pari o superiore alle tre ore, potranno quindi chiedere alla compagnia aerea una compensazione pecuniaria tra € 250,00 e € 600,00, salvo che il vettore aereo riesca a provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il ritardo prolungato e che pertanto quest’ultimo è legato a circostanze eccezionali poste al di fuori della sua normale sfera di controllo.

La Corte di Giustizia ha infine precisato che il principio in questione si applica retroattivamente anche alle fattispecie anteriori alla data di pubblicazione della sentenza in commento.