L’intervento di Guido Scorza a #Leopolda5

In occasione della Leopolda 2014, Guido Scorza descrive l’esperienza dello studio E-Lex.

Incentivi fiscali alle startup: decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 marzo 2014 il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 30 gennaio 2014 in materia di incentivi fiscali all’investimento in start-up innovative.

Il Provvedimento, la cui pubblicazione era attesa da tempo, dà attuazione all’articolo 29, del decreto-legge 8 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, dettando i requisiti soggettivi, le modalità e le condizioni per poter usufruire delle agevolazioni previste.

I professionisti di E-Lex, nell’ambito dell’attività di supporto e consulenza a startup e incubatori, forniscono assistenza in ordine all’interpretazione e applicazione delle nuove disposizioni.

New Rules on Startups

The Italian Ministry of Economic Development has published the new rules on innovative startups. The so-called Labor Decree has cancelled the limit of 35-years for new entrepreneurs, as well as the necessity of the majority of physical persons as members of the company. The minimum investment in research and development has been reduced from 20 % to 15 %.

With the new rules companies which have deposited an original software before the SIAE (the Italian copyright collecting society) as well as companies whose workers hold a second level university degree will have the possibility of being registered as innovative startup.

The text of the new regulations can be found here.

Iscrizione delle start-up innovative al Registro delle imprese: pubblicata la guida operativa

In collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico le Camere di Commercio hanno diffuso la prima guida operativa per l’iscrizione delle start-up innovative nella sezione speciale del Registro delle imprese.

Tale iscrizione costituisce un passaggio necessario per usufruire di tutti gli incentivi e le agevolazioni previsti a favore delle start-up innovative dalla Legge del 17 dicembre 2012, n. 221, come ad esempio, le deroghe al diritto societario, l’esenzione dal pagamento del diritto annuale, dell’imposta di bollo e delle spese di segreteria normalmente dovuti alla Camera di Commercio per i primi quattro anni di iscrizione, gli sgravi fiscali per gli investimenti nella start-up, la possibilità di pagare collaboratori e fornitori mediante l’assegnazione di partecipazioni, la facoltà di avvalersi di contratti di lavoro a termine e per la somministrazione di lavoro in deroga alla disciplina generale, etcc…

Gli incubatori certificati – ovvero l’altra categoria di imprese destinataria delle agevolazioni contenute nella Legge n. 221/2012 -, prima di potersi iscrivere nella sezione speciale, dovranno invece attendere il decreto attuativo che il Ministero dello Sviluppo Economico dovrebbe emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Ai fini dell’iscrizione occorre distinguere tra due categorie di start-up: quelle già esistenti (e quindi già iscritte nella sezione ordinaria del Registro) al momento di entrata in vigore della nuova disciplina e quelle di nuova costituzione.

Quanto alle prime, la domanda di iscrizione si presenta in forma telematica con firma digitale tramite una Comunicazione Unica al Registro delle imprese, all’Agenzia delle entrate, all’INPS e all’INAIL.

Da un punto di vista operativo, le start-up possono utilizzare il modello informatico “S5” normalmente utilizzato per comunicare al Registro le variazioni di attività.

Nel quadro “attività prevalente” dell’impresa andranno indicate le seguenti informazioni:

– attività svolta, comprese le spese in ricerca e sviluppo;

– indicazione dei titoli di studio e delle esperienze professionali di soci e personale;

– esistenza di relazioni professionali, di collaborazione o commerciali con incubatori certificati, investitori istituzionali o professionali, università e centri di ricerca;

– elenco dei diritti di privativa su proprietà industriale ed intellettuale.

Non occorrerà invece riportare anche quelle informazioni già in possesso del Registro in quanto comunicate al momento dell’iscrizione nella sezione ordinaria, come ad esempio, data e luogo di costituzione, sedi, oggetto sociale, l’ultimo bilancio depositato, etc…

Oltre al modello “S5” debitamente compilato, è necessario trasmettere anche l’autocertificazione in formato PDF/A con firma digitale, attraverso cui il legale rappresentante dell’impresa attesta il possesso di tutti i requisiti che in base alla nuova disciplina definiscono una start-up innovativa.

Ai fini dell’autocertificazione è possibile utilizzare il modello che le Camere di Commercio hanno messo a disposizione in allegato alla Guida operativa.

È importante ricordare che per ottenere lo status di start-up innovativa con tutte le conseguenti agevolazioni, le società già costituite devono iscriversi nella sezione speciale del Registro delle imprese entro e non oltre il 16 febbraio 2013.

Per le imprese di nuova costituzione, invece, al modello “S5” e all’autocertificazione devono essere affiancati anche i modelli “S” ed “S1” per la contestuale iscrizione dell’impresa anche nella sezione ordinaria.

Ai fini dell’iscrizione nella sezione speciale, inoltre, le imprese di nuova costituzione dovranno dichiarare di essere già attive, ovvero di aver avviato la propria attività; diversamente (e quindi per le società non ancora in attività), l’iscrizione varrà solo per la sezione ordinaria e l’impresa non avrà accesso alle agevolazioni previste a favore delle start-up, a partire dall’esenzione dal pagamento dei diritti e delle spese di segreteria dovuti alla Camera di Commercio.

Le Camere di Commercio ricordano infine che per iscriversi nella sezione speciale, le imprese, tanto quelle di nuova costituzione quanto quelle già esistenti, dovranno necessariamente dotarsi di uno strumento per la firma digitale e di una casella di posta elettronica certificata (PEC).

Sgravi fiscali in arrivo per le società che investono in start-up innovative

L’articolo 29, comma 4 del cosiddetto Decreto sviluppo bis (Decreto Legge n.179/2012) prevede una deduzione fiscale in favore  dei soggetti IRES che nei periodi di imposta 2013, 2014 e 2015 decideranno di investire in start up innovative.

Il 20% delle somme investite, infatti, non concorreranno a formare il reddito della società sino alla concorrenza dell’importo di € 1.800.000,00 per ciascun periodo di imposta.

Lo sconto fiscale sale invece al 27% qualora l’investimento venga realizzato in start up innovative a vocazione sociale ovvero attive nel “settore “energetico”.

Gli investimenti potranno avvenire sia in forma diretta che indirettamente, servendosi di organismi di investimento collettivo del risparmio ovvero di altre società che investono prevalentemente in start up innovative.

L’investimento dovrà peraltro restare bloccato per almeno due anni; in caso di disinvestimento prima di tale termine, infatti, è previsto il recupero a tassazione delle somme non corrisposte al fisco, maggiorate degli interessi legali.

Un punto da chiarire riguarda probabilmente il significato da attribuire all’espressione “somma investita” che si presta a più di un’interpretazione; in ogni caso dovrebbero confluire all’interno di tale nozione, la sottoscrizione del capitale sociale in sede di costituzione della società ed i suoi successivi aumenti, a condizione che il capitale sia versato contestualmente alla sottoscrizione; appaiono inoltre suscettibili di rientrare nella definizione anche i versamenti in denaro a fondo perduto e la rinunzia da parte dei soci a crediti vantati nei confronti della società; dovrebbero invece restare esclusi i conferimenti in natura e quelli di prestazione d’opera e/o servizi.

È comunque probabile che tali nodi interpretativi vengano sciolti con il Decreto di attuazione che il Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, è chiamato ad emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della nuova disciplina.

Sullo sconto fiscale a favore delle società che investono in start up innovative pende comunque la spada di Damocle della Commissione europea che nei prossimi mesi dovrà valutare ex art. 108 TFUE se tale forma di incentivo sia o meno compatibile con i principi comunitari in tema di aiuti di Stato, tenuto conto delle finalità perseguite dal legislatore italiano nonché degli eventuali effetti anticoncorrenziali che potrebbero prodursi nell’ambito  degli scambi intracomunitari.

Incentivi per le PMI grazie al nuovo “Fondo Start-up”

Dal 25 ottobre 2012 è operativo il nuovo “Fondo Start-up” per le PMI che, da sole o costituendo appositi raggruppamenti, intendano promuovere nuovi progetti per l’internazionalizzazione sui mercati extra U.E.

La misura di sostegno ha la forma di una partecipazione del Fondo al capitale di PMI costituite ad hoc nella forma di società di capitali aventi sede in Italia o in un altro Stato dell’Unione se necessario per lo sviluppo del progetto.

In particolare, il Fondo interverrà attraverso la sottoscrizione del capitale ovvero dell’aumento di capitale della PMI costituita da non oltre 18 mesi, senza mai assumere una partecipazione superiore al 49% dell’intero capitale sociale e contenendo ciascun intervento entro l’importo massimo di € 200.000.

La partecipazione avrà una durata ricompresa tra 2 e 4 anni.

Le domande per accedere all’intervento del Fondo dovranno essere presentate a Simest Spa – Dipartimento Valutazione Investimenti e Finanziamenti, mentre la decisione finale sulla concessione della misura di sostegno spetta al Comitato di Indirizzo e Controllo istituito presso la Direzione Generale per le Politiche di Internazionalizzazione e la Promozione degli Scambi, del Ministero dello Sviluppo Economico.