L’indicizzazione di link a siti “pirati” non viola il copyright

Il 30 agosto 2012 il Dipartimento di Giustizia statunitense ha disposto il dissequestro dei domini rojadirecta.com e rojadirecta.org, restituendoli al loro legittimo titolare, la società spagnola Puerto 80.

La vicenda ha avuto origine agli inizi del 2011 quando il Dipartimento di Giustizia, nell’ambito di una più vasta operazione volta a contrastare la pirateria online, aveva posto sotto sequestro una serie di siti internet, tra cui anche quelli contraddistinti dai domini in questione.

Per il Dipartimento di Giustizia “Rojadirecta” avrebbe contribuito alla violazione del diritto d’autore in rete, o indicizzando link a siti terzi che in alcuni casi trasmettevano illegalmente la diretta di eventi sportivi o organizzando un forum di discussione fra gli utenti del sito nel quale erano direttamente questi ultimi a postare i link incriminati.

Il clima è però radicalmente mutato quando di recente una corte federale degli Stati Uniti si è trovata a dover giudicare la fondatezza delle accuse di violazione del copyright rivolte a un sito di indicizzazione di video sul quale gli utenti avevano postato alcuni link a materiale diffuso in rete senza il consenso del titolare dei diritti.

In questo caso il Giudice ha rigettato tutte le accuse, sul presupposto che l’indicizzazione di link a materiale “pirata” non contribuisce in forma immediata e diretta alla violazione del copyright eventualmente posta in essere dai siti terzi cui puntano i link medesimi.

Del resto tale decisione è perfettamente allineata con quella resa in precedenza da un giudice spagnolo che, su analoghi presupposti, aveva respinto le accuse di pirateria mosse in Spagna contro “Rojadirecta”.

Il dissequestro dei due domini segue immediatamente la decisione della Corte federale; il Dipartimento di Giustizia non ha tuttavia chiarito le motivazioni per cui ha disposto il dissequestro anche se, ovviamente, è lecito supporre che altro non abbia fatto se non prendere atto del principio di diritto affermato dalla Corte federale, traendone le inevitabili conseguenze.