La Corte di Cassazione sulle telefonate mute

La Corte di Cassazione, con sentenza depositata il 4 febbraio scorso, ha confermato l’illiceità delle cc.dd. telefonate mute.

Molti call center, infatti, per ridurre i tempi morti tra una telefonata e l’altra, generano chiamate per mezzo di sistemi automatizzati, senza che vi sia un operatore disponibile a rispondere. Ciò determina lunghi silenzi e, in taluni casi, imbarazzo o preoccupazione nel destinatario della chiamata (alle volte contattato anche 10 o 15 volte nello spazio di poche ore). (altro…)

Il Garante privacy sanziona la formazione di elenchi telefonici con dati presi dal web

Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato una società che “pescava” on line, per mezzo di appositi software, dati e informazioni per realizzare elenchi telefonici.

Il Garante ha ricordato la necessità di utilizzare il DBU (data base degli utenti) l’archivio elettronico che raccoglie  numeri di telefono e  altri dati dei clienti di tutti gli operatori nazionali di telefonia fissa e mobile.

L’unica possibile alternativa è rappresentata dalla possibilità di raccogliere i consensi dei singoli utenti.

Ulteriori informazioni sul caso sono disponibili sul sito del Garante.

SAVE THE DATE: Venezia, 9 luglio, E-Lex a Digital Venice

Digital Venice

Nell’Ambito di Digital Venice, E-Lex e l’Istituto per le politiche dell’innovazione organizzano  – in collaborazione con TechEconomy.it – l’incontro dibattito “Innovation vs. regulation. Clash or opportunity?”, che si terrà il 9 luglio a Venezia presso il Telecom Italia Future Centre.

Che si tratti di ormai maturi giganti del web come Google o delle Telecomunicazioni come Telecom o Vodafone, di ex startup cresciute in fretta come Uber e Soundreef o di nuove start up emergenti come Travel appeal, le regole – dappertutto e nel nostro Paese in modo particolare – sembrano inesorabilmente destinate a rappresentare, determinati e coriacei antagonisti di innovatori e rivoluzionari.

Eppure la storia moderna insegna che questi innovatori, crescono in fretta e producono, altrettanto in fretta, ricchezza e nuove opportunità di mercato e democrazia anche se, naturalmente, non sempre, non per tutti e non ovunque.

Possibile che il rapporto tra l’innovazione e la regolamentazione debba necessariamente essere tanto difficile e conflittuale.

Possibile che sia così complicato scrivere regole capaci di instradare l’innovazione nella direzione giusta limitando danni ed effetti collaterali – talvolta ineliminabili – e moltiplicando opportunità e benefici?

La recente decisione della Corte di Giustizia UE in materia di motori di ricerca e diritto all’oblio, il caso Tripadvisor del quale l’Autorità Antitrust italiana ha appena deciso di occuparsi, il confronto-scontro tra Uber ed i tassisti milanesi che fa parlare di sé da oltre un anno o quello, ormai atavico tra Soundreef e SIAE ed i dubbi e le perplessità con le quali deve confrontarsi chi voglia lanciare, in Italia, una startup innovativa sono li a testimoniare quanto complicato sia il rapporto tra innovazione e regolamentazione.

Forse aveva davvero ragione Macchiavelli quando nel suo Il Principe scriveva: “non è cosa più difficile a trattare né più dubbia a riuscire, né più pericolosa a maneggiare, che farsi capo a introdurre nuovi ordini; perché lo introduttore ha per nimici tutti quelli che delli ordini vecchi fanno bene ed ha tepidi difensori tutti quelli che delli ordini nuovi farebbero bene. La quale tepidezza nasce parte per paura degli avversari, che hanno le leggi dal canto loro, parte dalla incredulità degli uomini; e quali non credano in verità le cose nuove se non ne veggano nata una ferma esperienza.”. (Il Principe, N. Macchiavelli, Capitolo VI).

Ma poi la resistenza che la regolamentazione, talvolta, oppone all’innovazione ha davvero senso? Accade davvero che le regole possano frenare o anche solo arginare certe rivoluzioni innovative. Che ruolo hanno avuto le regole nella storia di giganti come Google, Facebook, Tripadvisor o Booking.com? Che ruolo avranno nel futuro di Uber? Non è che le regole riescono solo ad influenzare le startup in erba, inducendole a desistere e gettare la spugna?

Se fosse così ci sarebbe davvero di che preoccuparsi perché I più grandi continuerebbero a crescere ed I più giovani, sarebbero costretti a rinunciare.

Ne discutono giganti del web, giovani promesse ed emergenti con I regolatori. Noi come Istitituto per le politiche dell’Innovazione proviamo a fare da mediatori culturali e come E-Lex, Studio Legale a suggerire strade, strategie e soluzioni di compromesso.

Clicca qui per iscriverti!

PROGRAMMA

Ore 15:30 – 16,00 – Welcome coffee e Registrazione

Ore 16,15 – Talk Show

Modera: Guido Scorza (Istituto politiche innovazione – E-lex)

Giorgia Abeltino – Google
Benedetta Arese Lucini – Uber
Stefano Quintarelli – intergruppo Parlamentare Agenda digitale
Davide D’Atri – Soundreef
Lucio Gamba – CloudItalia
Laura Bononcini – Facebook

Ore 17,30 – In the meantime outside Italy

Giovanni Maria Riccio (E-lex)

Modera: Ernesto Belisario (E-lex)

Mirko Lalli – Travel Appeal
Franco Brescia – Telecom Italia
Maria Luisa Cesaro – Vodafone
Antonio Nicita – AGCOM
Luigi Montuori – Garante Privacy (in attesa di conferma)
Stefano Epifani – Università La Sapienza, Chief Editor TechEconomy.it

18.30 – Fine dei lavori